- La denuncia della madre e ha portato l’inizio delle ricerche fino al ritrovamento: in lacrime, sotto choc, con i segni delle botte
di Mario Dal Monte
San Cesareo 5 giugno 2026 – Un uomo di 31 anni, nato a Tivoli e residente a San Cesareo (Roma), è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Colonna con l’accusa di aver segregato, picchiato e terrorizzato la sua compagna convivente, tenendola rinchiusa a forza all’interno di un container in un terreno privato alla periferia del paese.
L’uomo si trova ora nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Tutto ha avuto inizio il 24 maggio scorso, quando la madre della giovane vittima si è presentata alla Stazione Carabinieri di Roma Talenti per denunciarne la scomparsa. Da quel momento è scattata una corsa contro il tempo: i militari hanno avviato immediatamente le ricerche, concentrandosi su un’area specifica di San Cesareo.
Gli accertamenti investigativi hanno portato i Carabinieri a individuare come possibile luogo di detenzione un terreno privato in via degli Olmi, caratterizzato dalla presenza di baracche, moduli prefabbricati, roulotte e vecchi veicoli abbandonati. Un luogo isolato, difficile da raggiungere, scelto non a caso.
Dopo aver passato al setaccio l’intera area, i militari della Stazione di Colonna hanno aperto uno dei container presenti sul terreno. All’interno hanno trovato la giovane donna: in evidente stato confusionale, in lacrime, con i segni visibili di recenti percosse sul corpo.
Secondo quanto riferito dalla vittima ai Carabinieri, sarebbe stata portata sul posto con la forza dal fidanzato e costretta a rimanere segregata nel modulo abitativo. La giovane è stata tenuta prigioniera per circa quattro giorni.
Non appena l’uomo ha notato l’arrivo delle pattuglie, si è dato alla fuga a piedi nelle campagne circostanti, rendendosi temporaneamente irreperibile.
La vittima è stata immediatamente affidata al personale sanitario del 118 e trasportata al Pronto Soccorso del N.O.C. di Ariccia. Dopo le cure del caso, è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni per le lesioni riportate, rientrando poi in sicurezza nella propria abitazione.
A seguito dell’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere da parte del GIP del Tribunale — provvedimento eseguito su delega della Procura di Tivoli — il 31enne è stato rintracciato a San Cesareo dai Carabinieri e tradotto presso la Casa Circondariale di Regina Coeli, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’indagato, disoccupato e con precedenti penali, è gravemente indiziato dei seguenti reati:
- Maltrattamenti contro familiari o conviventi (art. 572 c.p.)
- Atti persecutori (stalking) (art. 612-bis c.p.)
- Lesioni personali aggravate (art. 583 c.p.)
Il contesto: violenza di genere e femminicidio, una emergenza
Il caso di San Cesareo si inserisce nel drammatico quadro della violenza domestica in Italia. La vittima era una convivente, dunque una persona che condivideva la quotidianità con il suo aggressore — la categoria più vulnerabile secondo le statistiche, poiché la vicinanza fisica spesso rende più difficile chiedere aiuto.
Il fatto che sia stata la madre a sporgere denuncia suggerisce che la ragazza non fosse in grado — o non si sentisse libera — di farlo autonomamente, circostanza che rispecchia il meccanismo di controllo e isolamento tipico delle relazioni abusanti.
Numeri utili
Se sei vittima di violenza domestica o conosci qualcuno in pericolo:
1522 — Numero nazionale antiviolenza e stalking (gratuito, attivo 24h)
112 — Emergenza Carabinieri
113 — Pronto intervento Polizia di Stato


