2 Febbraio 2026

Nasce la Roma Capitale. Tidei : “Ora l’obiettivo è unire i territori in nuove aree”

  • “Sei mesi per ridisegnare la mappa del Lazio ma il destino dei 120 comuni passa dalla creazione di aree vaste omogenee e nuove province”

di Fabio Angeloni, addetto stampa del sindaco


Roma 20 settembre 2025 – Un nuovo Disegno di legge costituzionale ha conferito a Roma Capitale poteri legislativi e autonomia finanziaria, escludendo i 120 comuni dell’ex area metropolitana.

Il sindaco di Santa Marinella, Pietro Tidei, avverte che questa legge impone lo smembramento della provincia di Roma. In una lettera ai 120 sindaci dei Comuni “abbandonati”, Tidei definisce la situazione “mostruosa” e li esorta a unirsi per difendere i loro territori e proporre la creazione di nuove aree omogenee, non più “terra di mero servizio” della Capitale.


Roma: Nuovi Poteri e Autonomia Finanziaria


Il disegno di legge approvato dal Governo a fine luglio modifica l’articolo 114 della Costituzione per conferire a Roma Capitale i poteri sia di comune, sia di città metropolitana e, soprattutto, di una regione a statuto ordinario.

L’Assemblea Capitolina potrà legiferare in 11 materie, tra cui trasporti, governo del territorio, commercio e turismo, e gestire in autonomia circa 2 miliardi di euro all’anno. La modifica costituzionale consente inoltre a Roma di delegare le proprie funzioni amministrative ai municipi, avendo circoscritto le nuove competenze e le risorse finanziarie esclusivamente al territorio dei 15 municipi capitolini.

Questo riconoscimento formale e sostanziale è un passo cruciale per la Capitale, che potrà agire con un’autonomia senza precedenti.

L’Abbandono dei Comuni Limitrofi

La nuova configurazione esclude i 120 comuni dell’area metropolitana, che non beneficeranno né dei nuovi poteri né delle risorse finanziarie. Secondo il sindaco di Santa Marinella, Pietro Tidei, questo scenario spinge i comuni a una “ridefinizione delle circoscrizioni provinciali”.

In parole povere, lo smembramento dell’ex provincia di Roma è ora un obbligo di legge. Se i 120 comuni non interverranno facendosi sentire questo processo potrebbe portare a una situazione “mostruosa”, dove comuni come Fiumicino potrebbero finire sotto la provincia di Viterbo, i Castelli Romani in quella di Frosinone, e Tivoli e Guidonia in quella di Rieti.

Come riportato all’articolo 1, comma 3 del disegno di legge: “Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, con legge dello Stato, sentiti gli enti interessati, si provvede alla ridefinizione delle circoscrizioni provinciali della regione Lazio.”
Per la Capitale, l’hinterland è diventato un peso da cui affrancarsi, un modo per liberarsi in fretta dai “mendicanti” locali che potrebbero ancora tentare di accampare pretese sui miliardi riconosciuti annualmente alla Capitale.

Il sindaco Tidei, nella sua lettera rivolta ai 120 comuni dell’area metropolitana, esorta dunque i sindaci a fare presto e ad unirsi per rivendicare un futuro di auto-organizzazione e rispetto istituzionale, proponendo la creazione di nuove provincie e aree vaste omogenee. L’obiettivo è trasformare i comuni da “terra di mero servizio” a enti in grado di “promuoversi autonomamente”, senza la necessità di “tutori o di padroni”.

Queste le sue parole:
“Spero a questo punto che non ci sia ancora chi si senta subordinato se non schiavo della Città che, per legge, non concede nulla e, sempre per legge, riceve tutto per sé e soltanto per sé.
Spero che si aprano finalmente gli occhi dinanzi a una realtà surreale che considera l’hinterland metropolitano non meritevole di alcuna considerazione.

Spero che non prevalgano gli interessi di fazione, di carriera o le aspettative personali sulla conservazione dei collegi elettorali regionali sul cui altare sacrificare contesti straordinari fino ad oggi frenati, nella loro legittima pretesa di auto-organizzazione, soltanto da false promesse e menzogne giuridiche.
I nostri comuni meritano rispetto istituzionale! E non dovranno più essere considerati terra di mero servizio della Capitale ma enti aggregati in aree vaste omogenee in grado di promuoversi autonomamente e di organizzare i propri territori senza la necessità di tutori o di padroni.
È per questo che Vi chiedo di riflettere su queste mie considerazioni, invitandovi a una Assemblea di tutti i Sindaci dell’area Metropolitana, al fine di presentare al Governo e alle forze politiche una nostra proposta.”

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