Arianna era una bambina con la testa piena di sogni. Voleva inventare città sospese, parchi acquatici volanti e amici immaginari con mille colori.
Un giorno trovò una matita argentata in una vecchia scatola.
Appena la prese in mano, la matita sussurrò: “Disegna, e io portero’ alla luce cio’ che sogni.”
Arianna iniziò a disegnare un ponte di arcobaleni… e puff! spuntò davanti a lei un piccolo modello luminoso.
Disegnò un pesce volante… puff! il pesce volò davvero!
Era meraviglioso. Con quella matita poteva creare tutto.
Ma un mattino, mentre disegnava un castello galleggiante, la matita si spense. Non faceva più magie. Arianna provò a scuoterla, a parlare con lei, a temperarla, ma niente. “Che farò adesso?” disse triste.
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Allora prese un foglio e provò a disegnare lo stesso castello… da sola. All’inizio era storto, poi troppo grande, poi troppo piccolo.
Ma lei continuò.
Dopo giorni di tentativi, realizzò un modello di carta perfetto, persino più bello di quello magico che avrebbe creato la matita.
In quel momento la matita si riaccese, ma non per fare magie: per scrivere una frase sul foglio. “La vera magia… sei tu.”
Arianna capì che la matita era solo un aiuto.
Quello che davvero contava era il suo impegno, la sua fantasia, la sua pazienza.
Morale: Gli strumenti speciali aiutano, ma il vero potere è dentro di noi.




