29 Aprile 2026

Velletri, il Consiglio dei 10: Cascella approva il bilancio in 2 minuti e 47″

  • Le opposizioni: “Uno schiaffo alla democrazia”

di Milo De Filippis


Velletri 29 aprile 2026 – Alle 9:00 del 29 aprile si apre il Consiglio Comunale. Alle 9:02 e 47 secondi è già tutto finito. Il Rendiconto di Gestione 2025 del Comune di Velletri — un documento contabile che incide direttamente sull’organizzazione dei servizi, sull’impiego delle risorse pubbliche e sulla vita quotidiana di decine di migliaia di cittadini — viene approvato in meno di tre minuti, senza discussione, senza relazione del sindaco, senza opposizione in aula.

Un record di cui nessun amministratore dovrebbe andare fiero.

Il meccanismo è semplice e, purtroppo, legale: in seconda convocazione non è più necessario garantire il numero legale, e così con un ripiego normativo il sindaco Cascella ha portato in aula il rendiconto di bilancio 2025 facendolo approvare con i soli dieci consiglieri di maggioranza rimasti fedeli.

Uno stratagemma che però Forza Italia aveva già pubblicamente bollato come inaccettabile: il presidente del Consiglio Salvatore Ladaga aveva ribadito la propria indisponibilità alla convocazione in doppia seduta, definendola «un costoso escamotage con cui 9 consiglieri governano la città a colpi di alzata di mano, senza rappresentare la maggioranza naturale».

Eppure è andata esattamente così. I numeri della vergogna parlano da soli: favorevoli 10, astenuti 0, contrari 0, consiglieri assenti 14 su 24, assessori assenti 7 su 8.

L’elenco degli assenti è più lungo di quello dei presenti. Erano fuori dall’aula la Vicesindaca Chiara Ercoli (FdI), gli assessori Luca Quattrocchi (FdI), Ilaria Neri (Lega), Paolo Felci e Monia Bastianelli (entrambi di Difendere Velletri), i presidenti della Prima e Quinta Commissione Andrea Bizzarri e Simona Zani (entrambi FdI).

E poi l’intera opposizione: PD Velletri, AVS, Noi Domani, Buona Velletri. E soprattutto il gruppo consiliare di Difendere Velletri, che da settimane attende pubblicamente un confronto con lo stesso sindaco, come dichiarato ufficialmente con appositi comunicati.

“Non voglio parlare a me stesso”: la frase pronunciata dal Sindaco e che dice ‘tutto‘. A rendere ancora più grottesca la scena è stata la giustificazione offerta dal sindaco Cascella per non aver nemmeno illustrato il provvedimento: ha dichiarato di non voler «parlare a se stesso» in mancanza delle opposizioni. Una frase rivelatrice. Le opposizioni hanno risposto duramente: «Il Consiglio Comunale è un’assemblea pubblica e il Sindaco ha il dovere di rendere conto alla cittadinanza tutta, in presenza e da remoto, non solo ai consiglieri presenti in aula».

Detto in parole ancora più chiare: un sindaco che si rifiuta di illustrare il bilancio perché l’aula è semivuota non sta proteggendo la dignità istituzionale — la sta calpestando. Il rendiconto è un atto pubblico.

I cittadini hanno diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi, indipendentemente da quante sedie sono occupate.

Le opposizioni hanno indicato senza mezzi termini il vero motivo di tanta fretta. «La vera preoccupazione del sindaco Cascella — scrivono i gruppi di minoranza — sia stata la paura del palesarsi improvviso del gruppo Difendere Velletri che, insieme all’opposizione, avrebbe potuto bocciare il rendiconto, avendone i numeri, mettendo in discussione il lavoro svolto dalla Giunta e ufficializzando la rottura del centrodestra e la crisi della maggioranza»

Non è fantapolitica: da settimane i quattro consiglieri di Difendere Velletri, con i loro due assessori, sono pronti ad uscire dalla maggioranza se non dovessero arrivare risposte chiarificatrici da parte del sindaco, il che determinerebbe il venir meno della maggioranza e l’impossibilità di tenere i consigli comunali in prima convocazione.

Quello di oggi è l’atto finale di un degrado politico che si trascina da tempo. Le frizioni erano già emerse a maggio 2024, quando Forza Italia aveva lanciato i primi allarmi con una mozione congressuale. In estate erano arrivate le clamorose dimissioni dell’assessore ai Lavori Pubblici Fausto Servadio. A dicembre, durante un burrascoso consiglio sul bilancio, Fratelli d’Italia aveva lanciato un ultimatum al sindaco, affermando che sarebbe stato l’ultimo bilancio votato senza una verifica di maggioranza.

Il Partito Democratico ha descritto Velletri come «piena di opere incomplete, con cantieri infiniti, sporca e depressa come nelle peggiori stagioni amministrative che si pensavano superate». Una città con 6,8 milioni di euro di avanzo di amministrazione sulla carta, ma con un problema cronico di riscossione che blocca quei fondi e lascia i servizi a corto di risorse reali.

Le opposizioni chiudono il loro comunicato con una frase secca e chirurgica: «Due minuti non possono essere sufficienti per approvare un atto così importante. Ma due anni sono il tempo che avete impiegato per distruggere la nostra città».

Forza Italia è stata ancora più esplicita: «Se c’è una maggioranza, faccia serenamente il suo compito. Se non c’è, si restituisca il diritto di eleggerla di nuovo ai veliterni».

Domande legittime, alle quali il sindaco Cascella dovrà rispondere — questa volta non con 2 minuti e 47 secondi, ma con la chiarezza e il rispetto che i cittadini di Velletri meritano.

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