- Il Responsabile Sanità di Europa Verde Lazio, Alessandro cavaliere, replica in un comunicato al Presidente della Regione, Francesco Rocca, in merito alle dichiarazioni dei giorni precedenti
Comunicato Stampa
Roma 23 gennaio 2026 – Sanità Lazio, Europa Verde: “Scadenza ricette a 30 giorni è un bluff sulle liste d’attesa. Si sacrifica la qualità della cura e si obbligano i cittadini al privato.”

La nuova misura sulla riduzione della validità delle ricette mediche, in vigore nel Lazio dal
1° febbraio, è un colpo durissimo al diritto alla salute dei cittadini.
A denunciarlo è Alessandro Cavaliere, Responsabile Sanità di Europa Verde Lazio che vede in questo provvedimento non una soluzione tecnica, ma un espediente contabile a danno dei
pazienti.
Il “Bluff” delle liste d’attesa “Accorciare la validità della ricetta non significa curare più velocemente le persone, ma semplicemente cancellarle surrettiziamente dalle liste d’attesa quando i tempi della burocrazia superano quelli della biologia”, dichiara Alessandro Cavaliere.
“È un gioco di prestigio numerico: se la ricetta scade prima che il sistema trovi un posto, l’utente sparisce dalle statistiche del disservizio, ma il suo bisogno di cura resta intatto, costringendolo a ricominciare l’iter da capo, tra file dai medici di base e nuovi ticket.”
Qualità della cura e dignità del paziente calpestate Il provvedimento introduce, di fatto, un obbligo perverso: quello di accettare la prestazione ovunque capiti e con chiunque capiti, pur di non veder scadere il documento.
“Si ignora totalmente il concetto di continuità assistenziale e di qualità della cura”,
prosegue la nota del Direttivo Regionale. “Un paziente ha il diritto di essere seguito da chi conosce la sua storia clinica e di chi si fida, specialmente nelle cronicità. Obbligare un cittadino di Roma a spostarsi in un’altra provincia per una visita con un professionista mai visto, solo per non perdere il diritto alla prestazione, è un’umiliazione che degrada la medicina a catena di montaggio.”




