- Il sequestro rappresenta un nuovo tassello nella lotta ai patrimoni illeciti sul territorio di Anzio e Nettuno
di Mario Dal Monte
Anzio 23 marzo 2026 – Gli accertamenti patrimoniali condotti dalla Compagnia di Nettuno hanno evidenziato una forte discrepanza tra l’assenza di redditi dichiarati dall’uomo e il patrimonio immobiliare e finanziario di cui disponeva direttamente o tramite terzi.
Le Fiamme Gialle hanno ricostruito i flussi finanziari riconducibili all’indagato e a quattro presunti prestanome, individuando un sistema di reimpiego dei capitali che avrebbe consentito l’acquisto di:
- Una villetta ad Anzio; Quote in cinque società con sedi operative tra Anzio, Nettuno, Pomezia e Roma; Due autovetture; Rapporti bancari attivi e circa 40.000 euro in contanti
Il valore dei profitti illeciti stimati supera il mezzo milione di euro.

Il Tribunale ha disposto la gestione giudiziaria delle cinque società coinvolte, una misura che consente di garantire la continuità delle attività, tutelare i lavoratori, evitare che l’interruzione delle attività favorisca ulteriori distorsioni del mercato.
Le verifiche online mostrano che la Compagnia di Nettuno e il Comando Provinciale di Roma sono stati protagonisti, negli ultimi anni, di numerose operazioni simili sul litorale laziale, spesso legate a evasione fiscale, riciclaggio, reimpiego di capitali illeciti, utilizzo di prestanome per schermare patrimoni.
Queste operazioni confermano una strategia consolidata della Guardia di Finanza: agire sui patrimoni per indebolire le economie criminali e tutelare la concorrenza leale.
Operazioni simili sul territorio eseguite dalla GdiF (ma non collegate)
La Compagnia di Nettuno e il Comando Provinciale di Roma sono stati recentemente impegnati in altre operazioni di rilievo ad Anzio e nel Lazio, riguardanti:
- evasione fiscale e riciclaggio con sequestri da oltre 1,5 milioni di euro, legati a una società portuale di Anzio
- indagini per evasione totale con sequestri di beni e conti correnti per oltre 1,5 milioni di euro




