16 Maggio 2026

Lite all’alba ad Ostia finisce in sangue: uomo accoltellato dalla compagna

  • Una violenta lite domestica è sfociata in un tentato omicidio, in un appartamento di Ostia

di Mario Dal Monte


Ostia 15 maggio 2026 – Le prime luci del mattino non avevano ancora rischiarato del tutto via dei Romagnoli, quando un grido, poi un altro, hanno squarciato ieri mattina, giovedì, il silenzio del quartiere.

Erano da poco passate le 7, un’ora in cui il litorale romano si sveglia lentamente, tra bar che alzano le serrande e autobus che iniziano il loro giro. Ma in quell’appartamento al primo piano, la giornata era già precipitata nel dramma.

Dentro casa, secondo le ricostruzioni dei Carabinieri, una discussione tra conviventi — l’ennesima, forse — è degenerata in pochi istanti. La compagna, 25 anni, avrebbe afferrato un coltello da cucina e colpito l’uomo, circa 40 anni, con più fendenti. Uno, profondo, al torace. Un colpo che lo ha fatto crollare a terra, mentre la madre della vittima, presente in casa, correva verso il telefono per chiamare aiuto.

Quando i sanitari del 118 sono entrati nell’appartamento, l’uomo era riverso sul pavimento, in una pozza di sangue. Respirava a fatica. Le ferite erano molte, una particolarmente grave. Lo hanno stabilizzato come hanno potuto, poi la corsa disperata verso l’ospedale Grassi, dove i chirurghi lo hanno portato subito in sala operatoria. Ora è ricoverato in prognosi riservata, in pericolo di vita.

I Carabinieri della Stazione e della Compagnia di Ostia sono arrivati pochi minuti dopo i soccorritori. In cucina, sul tavolo, hanno trovato il coltello ancora sporco di sangue. La giovane è stata arrestata per tentato omicidio e trasferita a Rebibbia, in attesa dell’udienza di convalida.

Secondo quanto emerso, entrambi erano già noti alle forze dell’ordine e vivevano una condizione di fragilità, anche legata all’uso di sostanze. Ma non risultavano denunce pregresse per maltrattamenti o violenze domestiche.

I vicini raccontano di aver sentito urla, poi un tonfo, poi il silenzio. «Pensavamo fosse l’ennesima lite», avrebbe detto qualcuno ai militari. Nessuno immaginava che, dietro quella porta, si stesse consumando un tentato omicidio.

Ora gli investigatori stanno ricostruendo minuto per minuto la dinamica, ascoltando la madre della vittima e cercando di capire cosa abbia innescato la furia improvvisa della giovane.

Intanto, all’ospedale Grassi, la vita dell’uomo resta appesa a un filo.

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