- E’ stato approvato in via definitiva il DDL PMI ( S.1484.B) che prevede all’art 1, agevolazioni fiscali per le reti di impresa
- l provvedimento riprende l’unica precedente disposizione agevolativa contenuta nel DL 78 del 31 maggio 2010 rart 42 convertito in legge 122/2010
di Nicoletta Grassi
Roma 11 aprile 2026 – Si riconosce, dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026 a quello in corso al 31 dicembre 2028, alle imprese che sottoscrivono o aderiscono a un contratto di rete il beneficio del regime di sospensione d’imposta con riferimento alla quota degli utili dell’esercizio, purché accantonati ad apposita riserva, destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare per realizzare, entro l’esercizio successivo, gli investimenti previsti dal programma comune di rete.
Di fatto le singole imprese retiste possono destinare parte degli utili di esercizio della propria azienda al fondo comune dell arete, in una posta a titlo di riserva, per le finalità del programma di rete da svolgersi entro l’anno successivo.
In questo modo la quota non concorre alla formazione del reddito relativo al periodo d’imposta cui si riferiscono gli utili, a condizione che, negli esercizi successivi, la riserva non sia utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio, ovvero non venga meno l’adesione al contratto di rete.

Avv. Nicoletta Grassi , Delegata di ASSORETIPMI
Sulla attuazione della norma vigila l’Agenzia delle entrate che portà revocare i benefici fruiti se non in linea con il dettato normativo . L’importo non concorrente alla formazione del reddito d’impresa non può, in ogni caso, eccedere il limite di un milione di euro annui.
Gli utili così destinati,andranno iscritti a bilancio in una corrispondente riserva, di cui viene data menzione in nota integrativa, e sono vincolati alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete.
La norma si applica ai contratti di rete che non siano dotati di soggettività giuridica per non rientrare nel divieto comunitario di aiuti di stato, il limite complessivo è di 15 milioni di euro per ciascuna delle annualità dal 2027 al 2029, esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute dalle imprese aderenti al contratto di rete per il periodo di imposta relativo all’esercizio cui si riferiscono gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare.
Per il periodo di imposta successivo, l’acconto delle imposte dirette è calcolato assumendo come imposta del periodo precedente quella che sarebbe stata applicata senza considerare l’agevolazione predetta.
I criteri e le modalità di attuazione dell’agevolazione in oggetto saranno stabiliti con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Agenzia delle entrate, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del disegno di legge, che decorrerà con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Naturalmente, le agevolazioni fiscali sono sempre accolte con favore ma deve essere ben chiaro che non si costituisce una rete per fruire dei benefici fiscali ma avendo un programma comune ed un oggetto chiaro. La agevolazione è un supporto ad un progetto non la ragione del progetto.




