12 Maggio 2026

 Nasce ‘Zeta Computer Club’: gli studenti fanno squadra sul digitale

  • Programmazione, open-source e intelligenza artificiale: al Liceo Scientifico e Linguistico “Ascanio Landi” di Velletri un gruppo di studenti ha dato vita a un club tecnologico che vuole trasformare la passione per l’informatica in competenza condivisa e bene comune

di Luigi Alerti


Velletri 12 maggio 2026 – C’è un momento preciso in cui una passione individuale smette di essere soltanto tale e diventa progetto collettivo.

Per un gruppo di studenti del Liceo Scientifico e Linguistico “Ascanio Landi” di Velletri quel momento è arrivato nel corso dell’anno scolastico 2024-2025, quando ha preso forma lo “Zeta Computer Club“: un club studentesco interamente dedicato all’informatica, alla programmazione e all’innovazione digitale, con un’attenzione particolare al mondo dell’open-source e dell’intelligenza artificiale.

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Non si tratta di una cattedra in più, né di un corso pomeridiano imposto dall’alto. Lo Zeta Computer Club nasce dal basso, dalla volontà di ragazze e ragazzi che hanno deciso di non limitarsi a studiare la tecnologia sui libri, ma di costruirla, sperimentarla e condividerla. Un’esperienza che il Liceo Landi ha accolto e valorizzato, confermandone la continuità anche per il prossimo anno scolastico.

Cosa fa (e cosa vuole fare) lo Zeta Computer Club

L’obiettivo dichiarato del club è duplice: da un lato promuovere la divulgazione informatica tra i giovani, rendendo accessibili linguaggi e strumenti spesso percepiti come ostici; dall’altro favorire la realizzazione concreta di progetti open-source, ovvero software e applicativi sviluppati in modo collaborativo e messi liberamente a disposizione della comunità.

Un modello che richiama esplicitamente i valori della condivisione della conoscenza e dell’accesso libero agli strumenti tecnologici.

Tra i temi che occuperanno il centro delle attività future c’è in particolare l’intelligenza artificiale: il club si propone non soltanto di sperimentare i nuovi strumenti, ma anche di promuovere una cultura digitale consapevole, aiutando i propri coetanei a capire come funzionano le tecnologie che già usano ogni giorno, e quali implicazioni portano con sé.

«Gli studenti diventano protagonisti attivi dell’innovazione,
e non semplici fruitori passivi della tecnologia.»

In un sistema scolastico che fatica ancora a integrare pienamente le competenze digitali nei curricula ordinari, esperienze come quella dello Zeta Computer Club assumono un valore che va ben oltre il singolo istituto.

Dimostrano che non è necessario attendere riforme calate dall’alto per fare innovazione educativa: basta uno spazio fisico, una connessione internet, qualche libro di testo in più — “e soprattutto studenti motivati, disposti a investire il loro tempo al di là dell’orario scolastico“.

La scelta di concentrarsi sull’open-source, in particolare, è una dichiarazione di intenti precisa. In un mercato tecnologico sempre più dominato da piattaforme proprietarie e algoritmi opachi, scegliere di costruire e distribuire software libero significa aderire a una visione del digitale fondata sulla trasparenza, sulla collaborazione e sull’equità di accesso.

Sono valori che, insegnati ai diciassettenni di oggi, possono avere effetti duraturi sulla cultura tecnologica di domani.

Il Liceo Ascanio Landi — una scuola già proiettata verso l’innovazione

Fondato nel 1974, il Liceo Scientifico e Linguistico “Ascanio Landi” di Velletri deve il nome al medico e storico cinquecentesco Ascanio Landi, figura simbolo del sapere veliterno.

Nel corso degli anni l’istituto ha consolidato collaborazioni con l’Università “La Sapienza” e “Tor Vergata”, con l’INFN, l’ESA e l’ENEA di Frascati. Recentemente il suo team di robotica ha conquistato il primo premio nella categoria Explorer Junior del Trofeo Internazionale di Robotica. Lo Zeta Computer Club si inserisce in questo solco di attenzione verso le scienze applicate e le nuove tecnologie.

Un modello replicabile

Il progetto è partito nel 2025 e ha già dimostrato di avere gambe proprie: la sua continuazione nell’anno scolastico successivo non è un atto burocratico, ma il risultato di un entusiasmo genuino che ha saputo sostenersi nel tempo.

È questo, forse, il dato più significativo. Non un progetto-pilota esaurito in un semestre, ma una comunità studentesca che ha scelto di restare insieme intorno a una passione comune.

In un momento in cui il dibattito pubblico sull’istruzione digitale fatica a tradursi in azioni concrete, lo Zeta Computer Club del Liceo Landi offre un esempio tangibile di come si possa fare: partendo dagli studenti, valorizzando le loro competenze, costruendo spazi di sperimentazione che non sostituiscono la didattica tradizionale, ma la arricchiscono dall’interno.

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