18 Maggio 2026

Maxi blitz antidroga: 19 arresti tra Aprilia, Velletri, Nettuno e Anzio

  • L’operazione si è estesa fino in Piemonte con ramificazioni della rete che arrivava fino alla ‘ndrangheta

di Mario Dal Monte


Aprilia 18 maggio 2026 — Un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha scosso questa mattina un ampio territorio tra le province di Latina e Roma, con arresti che si estendono da Aprilia fino al Piemonte passando per Umbria e Abruzzo.

Il bilancio è pesante: diciannove misure cautelari eseguite, un ricercato ancora in fuga, un arsenale sequestrato e i tentacoli di una rete criminale che dal Lazio meridionale arrivava fino al Belgio e alla ‘ndrangheta calabrese.

L’operazione è scattata nelle prime ore della mattinata. Sono stati i Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia a dare esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 19 persone, gravemente indiziate di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione e porto e detenzione illegale di armi.

Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Roma su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia capitolina.

Le attività hanno interessato simultaneamente Aprilia, Cisterna di Latina, Nettuno, Ciampino, Anzio, Velletri, Amelia, Cappadocia, Sant’Agata del Bianco e Castelletto Sopra Ticino, con il supporto dei Comandi territorialmente competenti, del Nucleo Cinofili di Ponte Galeria e del Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare.


La storia di questa inchiesta affonda in un contesto istituzionale straordinario. Le indagini traggono origine dall’attività investigativa che ha portato prima all’arresto del sindaco nel luglio del 2024 e poi allo scioglimento del Comune di Aprilia per infiltrazioni mafiose,

L’inchiesta dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia, sviluppata tra febbraio 2021 e dicembre 2022 e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, è nata come stralcio di quella che aveva portato allo scioglimento del Comune di Aprilia.

Ha fatto luce su un gruppo criminale capace di importare dal Belgio, produrre sul territorio pontino e commercializzare cocaina, hashish e marijuana in grossi quantitativi nelle province di Latina, Roma, Massa Carrara, Novara e Perugia.


Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel territorio di Aprilia e nei comuni limitrofi opera una consorteria criminale strutturata, attiva nella produzione, importazione e commercializzazione di sostanze stupefacenti, con canali di approvvigionamento anche internazionali.

Un elemento di particolare ingegnosità criminale riguarda la logistica: la droga veniva spostata a bordo di vetture di una società di autonoleggio di Aprilia riconducibile al sodalizio criminale, il cui unico scopo era fornire automobili esclusivamente per il trasporto e la commercializzazione degli stupefacenti.


Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalle indagini riguarda i collegamenti con la criminalità organizzata calabrese.

Per consolidare il proprio potere e garantire la riuscita degli affari, il sodalizio avrebbe sfruttato i contatti con un esponente di spicco vicino alla ‘ndrangheta calabrese, in particolare della cosca Morabito di Africo, nel reggino.

Componevano una pericolosa associazione criminale con collegamenti con la ‘ndrangheta che usava le armi per intimorire. Una diciannovesima persona è tuttora ricercata.


Le dimensioni del traffico sono emerse con chiarezza durante le indagini. La rete ha permesso di movimentare oltre 7 chili di cocaina, circa 50 di hashish e 35 chili di marijuana.

Già nel corso delle indagini i Carabinieri avevano assestato i primi colpi, arrestando in flagranza cinque soggetti e sequestrando circa due chili di coca.

Sul fronte delle armi, il quadro emerso è preoccupante. L’organizzazione non avrebbe esitato a usare la violenza per imporre la propria autorità: i suoi componenti avrebbero contato su un ingente quantitativo di armi, tra cui un fucile mitragliatore, utilizzato per minacciare e intimidire gli acquirenti insolventi.

Tra le vittime delle estorsioni figura anche il titolare di un ristorante di Aprilia.


Tra i dettagli più sorprendenti dell’inchiesta emerge il coinvolgimento di un dipendente del Ministero dell’Istruzione, che offriva il proprio supporto tecnico per ottimizzare la coltivazione della marijuana in serra.


L’operazione disegna una mappa criminale che abbraccia un territorio vastissimo, confermando la natura nazionale dell’organizzazione.

Le misure cautelari comprendono accuse di traffico internazionale di stupefacenti e detenzione illegale di armi.


L’operazione di oggi si inserisce in un contesto già segnato da precedenti operazioni antidroga nella stessa area.

Il litorale tra Anzio e Nettuno, i Castelli Romani e il comune di Aprilia sono da anni al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine per la permeabilità alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

Il blitz odierno rappresenta l’esito di anni di lavoro investigativo e conferma come il narcotraffico internazionale abbia trovato in quest’area un terreno fertile, sfruttando la vicinanza con Roma e con i porti del Tirreno, nonché reti di complicità che — come dimostra il caso del dipendente ministeriale — attraversano trasversalmente diversi strati della società.


Le misure cautelari eseguite riguardano persone sottoposte a indagini. La loro eventuale responsabilità penale sarà accertata nel corso del processo nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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