30 Ottobre 2026

Smantellato sodalizio criminale: misure cautelari per 17 persone

  • Tra Anzio e Nettuno la GdiF ha operato contro truffe online, carte di credito clonate e autoriciclaggio

Nettuno 25 maggio 2026 – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal competente Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Velletri, nei confronti di 17 soggetti indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere, utilizzo di carte di credito clonate, truffa e autoriciclaggio.

Il provvedimento ha disposto 3 custodie cautelari in carcere nei confronti di due cittadini italiani e di un cittadino bielorusso, 2 arresti domiciliari a carico di un cittadino italiano e di un cittadino polacco, 6 obblighi di dimora nei comuni di residenza nei confronti di 6 cittadini italiani e 6 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria a carico di altrettanti cittadini italiani.

Contestualmente sono state eseguite delle perquisizioni domiciliari presso le abitazioni dei soggetti. Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Nettuno, hanno consentito di individuare un sodalizio criminale attivo tra Anzio e Nettuno che, nel periodo 2022–2025, ha realizzato oltre 1.600 truffe ai danni di cittadini italiani e stranieri, per un ammontare complessivo di circa 575 mila euro, minando la fiducia dei consumatori nelle transazioni online e alterando le dinamiche del mercato turistico.

Le condotte illecite hanno infatti determinato un grave pregiudizio anche per il comparto dell’ospitalità regolare, penalizzando gli operatori economici che esercitano nel rispetto delle norme e delle regole di concorrenza, attraverso la diffusione di offerte fraudolente relative a strutture ricettive inesistenti.

L’organizzazione operava attraverso un articolato sistema fraudolento fondato su due principali modalità: da un lato, lo svuotamento di carte di credito clonate mediante finti pagamenti effettuati tramite 43 apparati POS intestati a 29 strutture ricettive, in realtà inesistenti; dall’altro, l’incasso di somme di denaro tramite bonifici e ricariche connessi a prenotazioni di case vacanze pubblicizzate sui social, anch’esse in realtà inesistenti, traendo in inganno numerosi utenti.

I proventi illeciti venivano successivamente riciclati attraverso una rete di 15 prestanome, titolari di 38 conti correnti, per poi essere prelevati in contanti e reinvestiti nell’acquisto di veicoli, gioielli e beni di lusso, anche all’estero.

L’operazione si inserisce nel costante impegno della Guardia di Finanza volto al contrasto delle frodi e alla tutela dei consumatori, nonché alla salvaguardia degli operatori economici onesti e del corretto funzionamento del mercato.

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