- Molti genitori pensano che respirare con la bocca sia soltanto una cattiva abitudine. In realtà, quando questa condizione persiste durante la crescita, può influenzare lo sviluppo del viso, del palato e della dentatura
a cura dello Studio Baldetti
Velletri 13 giugno 2026 – Un bambino dovrebbe respirare prevalentemente con il naso. Quando questo non avviene, l’organismo cerca una via alternativa e la bocca rimane spesso aperta, soprattutto durante il sonno.
Le cause possono essere diverse: adenoidi ingrossate, tonsille molto voluminose, allergie, deviazioni del setto nasale, frequenti infezioni delle vie respiratorie oppure ostruzioni nasali croniche.

Nel tempo, questa situazione può contribuire alla comparsa della cosiddetta “facies adenoidea”: un insieme di caratteristiche tipiche come viso allungato, bocca semiaperta, labbro superiore poco tonico, palato stretto e denti affollati. Anche il sonno può risentirne. Alcuni bambini russano, si agitano molto durante la notte, sudano eccessivamente o appaiono stanchi e irritabili durante il giorno.
Dal punto di vista ortodontico, la respirazione orale altera il delicato equilibrio muscolare che guida la crescita delle ossa mascellari. La lingua, che normalmente dovrebbe appoggiarsi al palato contribuendo al suo corretto sviluppo, tende a posizionarsi più in basso. Il mascellare superiore può così svilupparsi in modo insufficiente, diventando più stretto e alto.
Questo aspetto è molto importante perché il palato rappresenta anche il “pavimento” delle fosse nasali. Quando il palato è particolarmente stretto, può ridursi anche lo spazio disponibile per il passaggio dell’aria nel naso, alimentando ulteriormente il problema respiratorio. Si crea quindi un vero e proprio circolo vizioso.

In alcuni casi, l’ortodonzia intercettiva può aiutare a guidare correttamente lo sviluppo del mascellare superiore. L’espansione palatale, ad esempio, consente di ampliare gradualmente il palato durante la crescita, favorendo non solo un miglior allineamento dentale, ma anche una migliore funzionalità respiratoria.
Naturalmente, non esiste una soluzione uguale per tutti. Proprio per questo motivo, oggi il ruolo dell’ortodontista è sempre più multidisciplinare. L’attenzione non è rivolta soltanto ai denti storti, ma all’equilibrio complessivo fra respirazione, postura linguale, sviluppo scheletrico, funzione muscolare e qualità del sonno.
Spesso l’ortodontista collabora con l’otorinolaringoiatra per valutare la presenza di adenoidi o tonsille ingrossate, ostacoli respiratori o problematiche nasali che richiedano ulteriori approfondimenti. In alcuni casi può essere utile anche il supporto del logopedista, soprattutto quando sono presenti alterazioni della deglutizione o posture scorrette della lingua.
Intervenire precocemente può fare una grande differenza. Osservare alcuni piccoli segnali — bocca spesso aperta, russamento, difficoltà respiratoria nasale, denti molto affollati già in giovane età — permette spesso di individuare situazioni che meritano attenzione.
La crescita di un bambino coinvolge respirazione, muscoli, postura e sviluppo del volto: aspetti strettamente collegati fra loro. Per questo motivo, una visita ortodontica precoce non serve soltanto a “raddrizzare i denti”, ma anche a valutare che lo sviluppo stia avvenendo nel modo più armonico possibile.





