- Fare di Roma la sede stabile e permanente degli Stati generali dell’Industria italiana
di Redazione Web
Roma 27 giugno 2026 – Con un board strategico e permanente che coordini le filiere industriali e il turismo dei grandi eventi e attivi un piano di consolidamento per supportare l’aggregazione e la managerializzazione del tessuto delle piccole e medie imprese laziali.
Sono queste le proposte annunciate dal presidente di Federmanager Roma Antonio Amato durante l’assemblea annuale dell’associazione che si è svolta questo pomeriggio nella Capitale.

La proposta è stata lanciata da Amato nel corso della sessione pubblica di Federmager alla presenza del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, della vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli e del presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo.
Nel suo intervento il presidente ha posto l’accento sulla necessità di un cambio di passo immediato. “Ci ritroviamo, oggi, in un passaggio storico che non ammette mezze misure- ha spiegato- La trasformazione che stiamo attraversando non è una fase congiunturale destinata a riassorbirsi: è un cambiamento strutturale del modello industriale.
In questo scenario di ridefinizione profonda, Roma e il Lazio non sono comprimari, ma attori protagonisti. Il Lazio corre più veloce. E questa velocità non è casuale, è il frutto di scelte coraggiose, investimenti e, soprattutto, di competenze”.

Per rispondere a questa trasformazione, Amato ha presentato le richieste dell’associazione. “Chiediamo che Roma – sono state le sue parole – venga candidata a sede degli Stati Generali dei principali pilastri industriali nazionali, energia, farmaceutica, costruzioni, ICT, con una cadenza stabile nel tempo. Non un evento celebrativo, ma un luogo permanente di indirizzo e decisione“.
Per rendere operativa la misura, il presidente ha invocato “la costituzione di una Task Force mista, un board strategico territoriale, un organo decisionale e di indirizzo, non un semplice tavolo di discussione“, a cui affidare anche “il coordinamento di una politica strutturata sul turismo congressuale e sui grandi eventi, che valorizzi quanto il Giubileo ci ha insegnato: che Roma è in grado di attrarre il mondo, e che questa capacità va organizzata e messa a sistema come leva di sviluppo economico permanente“.
“Roma – ha confermato anche Gualtieri – sta crescendo più della media nazionale, creando attenzione e attirando investimenti pubblici e privati. Bisogna proseguire su questa strada e rafforzare il potenziamento delle infrastrutture da un lato e dall’altro la capacità di investire sempre di più in settori tecnologicamente avanzati.
Da questo punto di vista la collaborazione delle amministrazioni pubbliche, i manager, le imprese, i lavoratori è importantissima. La giornata di oggi ci fa fare un altro passo davanti verso un grande piano per lo sviluppo, la competitività e la buona occupazione a Roma e nel Lazio”.
La seconda misura cardine illustrata dal vertice di Federmanager riguarda la dimensione delle aziende locali. “Chiediamo un Piano di consolidamento Industriale delle filiere locali, da attivare con le organizzazioni di rappresentanza delle imprese, la Regione Lazio e il ministero delle Imprese e del Made in Italy – ha spiegato ancora Amato.
Chiediamo misure concrete per favorire l’aggregazione delle nostre PMI nei distretti chiave, farmaceutico, aerospazio, costruzioni, perché la dimensione è una condizione di sopravvivenza nella competizione globale”.
Un passaggio cruciale della relazione è stato dedicato alla governance e alla tecnologia, in una regione in cui oltre il 70% delle imprese è a vocazione familiare. “La lealtà alla famiglia fondatrice non è sufficiente per competere nei mercati globali o per governare l’Intelligenza Artificiale – ha avvertito Amato.
Il nostro ruolo non è esautorare l’imprenditore, ma fornirgli il cruscotto di volo necessario per non schiantarsi nelle tempeste globali. Per questo chiediamo un supporto per le competenze manageriali e una struttura tecnica permanente, guidata da manager con competenze di supply chain e transizione industriale. La sovranità tecnologica non è uno slogan: è una politica industriale da costruire oggi“.
I dati economici presentati supportano questa visione e, secondo il presidente, impongono di superare vecchi stereotipi: “Per troppo tempo abbiamo accettato la narrazione tossica di una Roma pigra, capitale solo di turismo mordi e fuggi e burocrazia. Ma una metropoli che fattura miliardi nello spazio, che esporta farmaci in tutto il mondo e sviluppa intelligenza artificiale è una metropoli ad altissima intensità tecnologica. È l’ora di esserne consapevoli”.
I dati della Banca d’Italia certificano infatti che nel 2025 il Lazio ha trainato l’economia nazionale crescendo del +0,6%, mentre le proiezioni SVIMEZ stimano un balzo del PIL regionale addirittura del +2%, spinto da costruzioni e manifattura avanzata. Eccellenze rappresentate dalla farmaceutica (oltre il 50% dell’export), dall’aerospazio (5 miliardi di fatturato a Roma) e dall’ICT (14.000 imprese).
Il Presidente ha tuttavia raccomandato di non cullarsi sui successi, richiamando l’attenzione sul capitale umano e sui rischi di un arretramento delle PMI laziali sulla flessibilità e sul welfare aziendale:
“Se rinunciamo a questi strumenti, perderemo inesorabilmente la guerra per trattenere i giovani talenti. Roma non ha bisogno di vecchie scrivanie, ma di hub collaborativi. Questa evoluzione degli spazi e dei modelli di lavoro non è un vezzo post-pandemico: è un fattore critico di competitività che dobbiamo governare”.
In conclusione, la relazione ha lanciato un appello alla cooperazione del sistema economico. “Nessuna di queste proposte può dispiegare il suo potenziale se resta confinata all’interno di una sola categoria. La crescita di un territorio si costruisce insieme, o non si costruisce affatto – ha concluso il Presidente Amato –
Il management non è una funzione interna alle aziende. È l’infrastruttura immateriale su cui poggia la competitività di un sistema Paese. Alle istituzioni chiediamo semplificazione, velocità decisionale e la volontà di coinvolgere le migliori competenze disponibili nelle scelte strategiche per il territorio“.
“Da questo incontro – ha concluso Angelilli – emerge la consapevolezza che l’industria nel Lazio sta bene, tant’è che c’è questa proposta di portare qui gli Stati generali dell’industria italiana in maniera permanente che per noi è condivisibile. È una proposta molto interessante quella di Federmanager, istituire un momento di condivisione, di elaborazione, di networking sulle prospettive, sul futuro della Regione Lazio.
Ma soprattutto è importante sottolineare che Federmanager è una squadra straordinaria: nel Lazio si contano oltre 10.300 manager, e quindi è una forza propulsiva al servizio del bene comune”.




