- A Colleferro e a Roma il sistema criminale operava con ramificazioni diverse, metodi più che discutibili, fino alla consegna a domicilio
- Tra le vittime anche minorenni ed un sacerdote della zona della Diocesi di Palestrina
di Mario Dal Monte
Colleferro 9 luglio 2026 – La Procura della Repubblica di Velletri ha smantellato un’organizzazione criminale radicata tra Colleferro e Roma che avrebbe gestito un articolato sistema di spaccio di droga, estorsioni e intimidazioni, con un modello operativo che univa l’utilizzo dei social network alle consegne a domicilio degli stupefacenti.
L’inchiesta si è conclusa con cinque arresti: quattro eseguiti a Colleferro dalla Polizia di Stato del locale Commissariato, uno a Roma.

Gli indagati – un cittadino albanese, un romeno e tre italiani di età compresa tra i 30 e i 60 anni – sono accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, possesso illegale di arma da fuoco e vendita di droga anche a minorenni. Tra le aggravanti contestate figura anche un episodio di estorsione ai danni di un sacerdote. Tutti e cinque sono stati trasferiti nel carcere di Velletri, dove restano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’inchiesta nasce nell’ottobre 2025, quando un tossicodipendente di Colleferro si presenta al pronto soccorso dell’ospedale Parodi Delfino con lesioni gravi: fratture alla mandibola e al setto nasale, oltre a numerose contusioni. È da quell’episodio che gli investigatori hanno ricostruito, in circa sei mesi di attività, l’intero sistema criminale che controllava lo spaccio nella zona attraverso la violenza e l’intimidazione.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’organizzazione aveva strutturato un vero e proprio servizio di vendita della droga, che utilizzava i social network per gestire i contatti con gli acquirenti e organizzava le consegne a domicilio degli stupefacenti, garantendo così una rete di distribuzione capillare e difficile da intercettare con i controlli tradizionali sul territorio.

Nel corso delle operazioni la Polizia ha sequestrato oltre mezzo chilo di droga, principalmente cocaina e crack, oltre a un quantitativo di hashish. Un bottino che, seppur inferiore ad altri sequestri avvenuti in passato nella stessa zona, conferma la persistenza di un mercato dello spaccio strutturato nell’area della Valle del Sacco.
Il blitz si inserisce in un contesto in cui l’area di Colleferro e dei comuni limitrofi è finita più volte al centro di operazioni antidroga coordinate dalla Procura di Velletri. Solo pochi giorni fa i Carabinieri della Compagnia di Colleferro avevano condotto controlli straordinari nei comuni di Labico, Artena, Colleferro e Valmontone, con sequestri di marijuana, cocaina e hashish e diverse denunce, tra cui quella di un 18enne trovato in possesso di un coltello dopo aver minacciato alcuni minori.
Nell’estate del 2025, un’operazione dei Carabinieri aveva invece portato a nove misure cautelari nei comuni di Artena, Valmontone, Carpineto Romano e Segni, smantellando una rete di spaccio che si serviva di app di messaggistica criptata per organizzare le cessioni di droga a minorenni, in alcuni casi finanziate dagli stessi ragazzi tramite colletta.
La reiterazione di episodi legati allo spaccio e alla cessione di droga a minori nella stessa area della provincia di Roma conferma come il fenomeno, nonostante i ripetuti interventi delle forze dell’ordine, resti una criticità persistente per il territorio.



