11 Luglio 2026

Incredibile nulla osta: potenziamento del pozzo che attinge dal lago Albano

  • Nonostante lo stesso Ente Parco faccia notare la crisi idrica e, addirittura, la mancanza di una “concessione di derivazione delle acque sotterranee” da parte di ACEA

a cura del Comitato boschivo Colli Albani


Rocca di Papa 11luglio 2026 – ll Comitato per la Protezione dei Boschi dei Colli Albani si batte anche per la tutela dei due laghi e delle falde idriche del territorio e per questo esprime sconcerto in merito al “nulla osta” che l’Ente Parco dei Castelli Romani ha comunicato ad ACEA ATO2 in merito al progetto di “potenziamento” del pozzo “Sforza Cesarini” sulle sponde del lago Albano.

Tre funzionari del Settore Tecnico Ambientale e il direttore del Parco hanno redatto il nulla osta lo scorso 30 giugno nonostante gli stessi abbiano rilevato e trascritto importanti criticità sul progetto di ACEA e vincoli ambientali per la tutela del Lago (che è zona SIC/ZPS/Rete Natura 2000 !).

Prima di entrare nel merito, facciamo notare che le cosiddette “Linee Guida per la Sostenibilità Integrale” emanate di recente dal presidente dell’Ente Parco, prevedono come scopo principale il favorire progetti di natura economica con la formula del “nulla osta con prescrizioni“.

Ovvero, il presidente dell’Ente Parco di fatto non intende vietare progetti più o meno impattanti in tutto il territorio di competenza, ma in qualche modo fornire sempre e comunque pareri ad essi favorevoli purché rispettino alcune prescrizioni: é il caso del distributore di carburanti a Nemi in area L agroforestale, dei sorvoli dei droni per scopi non scientifici, dei tagli boschivi etc…

Queste prescrizioni, nella prassi che abbiamo constatato per i tagli boschivi, spesso non vengono però rispettate né fatte rispettare dai “controllori”.

Riteniamo grave che sia stato quindi rilasciato il nulla osta ad ACEA dall’Ente Parco nonostante l’azienda già dichiari di prelevare 37 litri / secondo dal lago tramite il pozzo “Sforza Cesarini”, cioè circa 20 cm di livello all’anno di acque in meno dallo specchio lacustre.

Dobbiamo far notare che nel progetto definitivo, ACEA dichiara di voler “potenziare” il pozzo, tramite una condotta con sezione maggiore della somma di quella delle due che andrà a sostituire, ed è scritto chiaramente che l’acqua è emunta direttamente dal lago Albano.

Il Comitato ha presentato delle “osservazioni” ad ACEA, come prevede l’iter, per far notare che il progetto andrebbe ad impattare ancora su un lago in forte crisi idrica ampiamente documentata.

Tra le risposte che ACEA ha dato alle nostre “osservazioni” viene dichiarato che il “potenziamento” sarà fatto per diminuire le perdite idriche (da lei stessa mai riparate né ripagate in termini ambientali e di costi !) e, tenetevi forte, il fatto che il pozzo “Sforza Cesarini non emunge direttamente dal Lago“.

Tutte le altre contestazioni alle nostre “osservazioni”, secondo noi, perdono quindi di credibilità se ACEA prima dichiara l’evidenza nel progetto definitivo, cioè potenziamento ed emungimento diretto dal lago, e poi ci risponde che ciò non è vero.

Scusandoci per la lungaggine, vale però la pena soffermarsi su quanto scritto dall’Ente Parco ad ACEA nelle premesse del nulla osta, che sintetizziamo per punti:

  • c’è il richiamo alla crisi idrica al lago, e quindi valgono le misure di tutela della DGR 445/2009 (stop emungimenti ulteriori in tutta l’area critica, laghi inclusi), perché mancano all’appello tra i 6 gli 8 metri di livello “a prescindere dall’andamento pluviometrico e dalla crisi climatica” (cioè per colpa degli interessi speculativi, aggiungiamo noi)
  • il lago Albano è sito SIC/ZSC/ZPS/Rete Natura 2000 ed il gestore è lo stesso “Ente Parco” , sigle che indicano habitat particolarmenti rilevanti, delicati e da proteggere;
  • ACEA non rimuoverà le due condotte che non utilizzerà più e che l’Ente Parco considera rifiuti a tutti gli effetti;
  • ulteriori prelievi idrici sono insostenibili dal punto di vista ecologico;
  • il pozzo “Sforza Cesarini” preleva direttamente dal lago (come affermato da ACEA nel progetto ma smentito da ACEA nella risposta che ci ha fornito);
  • manca qualsiasi tipo di concessione di derivazione delle acque, e su questo siamo increduli anche noi e lo evidenziamo con forza;
  • da ciò ne consegue che manca la possibilità di una valutazione formale del bilancio idrico e dei limiti di prelievo;
  • la zona è molto frequentata turisticamente (nonostante sia vigente il divieto di attraversamento dal 2008 a causa dei movimenti franosi, aggiugiamo)

Tutto ciò premesso dallo stesso “Ente Parco”, con altre questioni tecniche importanti che non riportiamo per brevità, il soggetto chiamato a tutelare il lago Albano concede lo stesso il nulla osta ad ACEA.

Per farlo, pone semplicemente alcune “prescrizioni” che ACEA dovrebbe rispettare.

Ci chiediamo e lo chiediamo a gran voce all’Ente Parco: con la situazione attuale da voi stessa evidenziata e la mancata concessione di derivazione delle acque, non sarebbe cioè già sufficiente, più utile e necessario negare il nulla osta al progetto ACEA ?

Ed i comuni di Albano, Ariccia e Castelgandolfo, l’Autorità di Bacino, l’ANBI, la ASL, la Città Metropolitana, la Regione Lazio perché non intervengono ?

Abbiamo di nuovo capito, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la tutela di laghi, boschi e territorio la dovremo ottenere lottando insieme ad altri comitati, associazioni e tutta la popolazione che non si rassegna a vedere la distruzione di habitat millenari a fini economici.

Ci faremo sentire nelle opportune sedi e chiamiamo, di nuovo, alla mobilitazione tutti/e a cominciare da un nuovo presidio con assemblea pubblica venerdì 24 luglio alle 10.00 sotto la sede dell’Ente Parco a Rocca di Papa (giardini Claudio Villa, piazza della Repubblica).

Chiediamo un incontro con la dirigenza ed il settore tecnico ambientale: è necessario ottenere una moratoria sui tagli boschivi, la fissazione di un limite ai prelievi idrici dai due laghi, la dichiarazione di stato di emergenza e l’opposizione alla creazione dell’inceneritore sull’Ardeatina.

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