di Dina Tomezzoli
Roma 15 luglio 2026 – Si è svolta mercoledì 15 luglio, nella prestigiosa cornice di Palazzo Montecitorio a Roma, la seconda edizione del Premio “Dott. Geppino Micheletti”, riconoscimento dedicato ai medici che si distinguono per straordinari esempi di altruismo, dedizione al prossimo e senso del dovere nell’esercizio della professione.

Tra i premiati figura il dottor Alberto Righi, al quale è stato conferito il riconoscimento per aver dedicato la propria vita professionale alla cura delle persone anziane e dei pazienti affetti da malattia di Alzheimer, accompagnando con competenza, sensibilità e profonda umanità anche le loro famiglie nei percorsi più complessi della malattia.
Con il suo costante impegno ha contribuito alla crescita della geriatria nel territorio pontino, diventando un punto di riferimento per la comunità e dando voce e dignità alle persone più fragili.
La motivazione del premio recita: “Per aver interpretato la medicina con vicinanza, rispetto e tutela della dignità delle persone più fragili“.

Responsabile Medico di Casa A.I.M.A. O.d.V. di Latina, il dottor Righi coordina una realtà che dal 1998 rappresenta un sostegno fondamentale per le persone affette da Alzheimer e da altre forme di deterioramento cognitivo.
Sotto la sua direzione, l’associazione è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento non solo nell’assistenza quotidiana, ma anche nella formazione dei volontari, nel supporto ai caregiver e nella sensibilizzazione sul tema delle demenze, promuovendo una rete di solidarietà e attenzione verso chi vive una delle condizioni più delicate della nostra società.
Impossibilitato a partecipare alla cerimonia per motivi di salute, il dottor Righi ha affidato il ritiro del premio alla sorella Giuliana Righi.
In un messaggio di ringraziamento ha espresso la propria gratitudine per il prestigioso riconoscimento: «Ricevo questo premio con profonda emozione e sincera riconoscenza. Lo considero un riconoscimento che appartiene anche ai volontari di Casa A.I.M.A., che da tanti anni condividono con me un modo di prendersi cura delle persone con malattia di Alzheimer fatto di ascolto, rispetto, pazienza e vicinanza.
È grazie al loro impegno quotidiano che abbiamo potuto costruire una comunità capace di sostenere non solo i malati, ma anche le loro famiglie. A tutti loro desidero dedicare questo premio, che rappresenta un incoraggiamento a proseguire con la stessa passione e lo stesso spirito di servizio».




