- Un’estate di cantieri che si preannuncia pesante per chi vive e lavora nel quadrante sud della Capitale
- Stop totale sulle linee Roma Termini – Albano, Frascati e Velletri
di Luigi Alerti
Castelli Romani 30 luglio 2026 – Il calendario degli interventi di Rete Ferroviaria Italiana su Roma e sul Lazio, diffuso in queste settimane, conferma quello che i pendolari dei Castelli Romani temevano da mesi: agosto sarà il mese peggiore per muoversi in treno tra Roma e l’area dei Castelli, con chiusure che si sommano e si intrecciano proprio nel periodo in cui, teoricamente, il traffico dovrebbe essere più leggero.

Cosa cambia sulla “Castelli Romani Line”
Il nodo più delicato riguarda la FL4, la linea che Trenitalia chiama “Castelli Romani Line” e che collega Roma a Frascati, Albano Laziale e Velletri.
Dal 6 al 23 agosto è prevista un’interruzione totale della circolazione tra Roma Casilina e Ciampino, oltre che sulla tratta che dai Castelli conduce verso la Capitale.
Al posto dei treni, per tutta la giornata, viaggeranno bus sostitutivi. Nello stesso periodo si fermano anche i convogli tra Roma Casilina e Colleferro, sulla FL6 verso Frosinone e Cassino, mentre la sospensione tra Ciampino e Colleferro parte già dal 2 agosto e arriva fino al 31.
A completare il quadro, per tutto il mese la FL1 Orte-Fiumicino resterà interrotta nella tratta Roma Tiburtina-Roma Tuscolana-Roma Casilina, rendendo più complicato anche il collegamento con l’aeroporto per chi transita dal nodo di Roma Sud.
Non è la prima volta che accade: già nell’estate 2024 la stessa linea era stata chiusa per oltre un mese per l’installazione del sistema ERTMS, con bus sostitutivi lungo l’intero percorso Ciampino-Frascati-Albano-Velletri.
Il fatto che l’operazione si ripeta, quasi con lo stesso perimetro, a distanza di due anni, solleva un interrogativo che i pendolari si portano dietro da tempo: perché i cantieri sulle linee dei Castelli continuano a cadere puntualmente in piena estate, e non in periodi con minore impatto sulla mobilità quotidiana.
Un tempismo che non convince
Agosto è il mese delle ferie, ma per una parte consistente dell’utenza della FL4 non lo è affatto. Sulla linea viaggiano lavoratori turnisti, personale sanitario diretto agli ospedali della zona, studenti impegnati in corsi estivi o esami, e residenti dei Castelli che raggiungono Roma per necessità che non si fermano mai, ferie o no.
Per loro un blocco totale di oltre due settimane non è un disagio isolato, ma una rottura della routine quotidiana che si aggiunge al caldo, ai bus sostitutivi spesso più lenti dei treni e alle coincidenze da reinventare.
C’è poi il rovescio della medaglia turistica: agosto è anche il mese in cui i Castelli Romani, da Frascati a Velletri, da Albano a Marino, accolgono visitatori italiani e stranieri attratti dai borghi, dai laghi vulcanici, dalle sagre e dagli eventi estivi.
Tagliare i collegamenti ferroviari proprio mentre l’area prova ad attrarre turismo significa complicare l’accesso a chi arriva senza auto, con un possibile effetto boomerang sull’indotto locale.

Comunicazione carente, informazioni frammentate
Il problema, per chi segue da vicino la vicenda, non è solo la chiusura in sé — spesso necessaria per lavori di ammodernamento tecnologico che nessuno mette in discussione — ma il modo in cui viene comunicata.
Le informazioni ufficiali restano disperse tra il sito di RFI, le pagine di Trenitalia e comunicati dei singoli Comuni interessati, senza un punto di riferimento unico e aggiornato per chi deve organizzare gli spostamenti.
In passato si sono registrati anche errori materiali nelle indicazioni delle fermate escluse dal servizio, generando ulteriore confusione tra i viaggiatori. Per chi non consulta quotidianamente i canali digitali di settore, il rischio concreto è di scoprire la chiusura solo il giorno stesso, in stazione.
Il quadro generale delle ferrovie laziali in questo periodo — tra cantieri sulla Roma-Firenze, ritardi sull’Alta Velocità e ora lo stop prolungato sui Castelli — restituisce l’immagine di una rete sottoposta a un carico di lavori difficile da assorbire senza un piano di comunicazione all’altezza.
Gli investimenti sono necessari e in parte benvenuti, ma la sensazione diffusa tra i pendolari del Lazio Sud è che il conto dei disagi ricada, ancora una volta, quasi interamente su chi il treno lo prende ogni giorno.




