- A dare l’allarme la figlia, non riceveva risposte al telefono. Il reo confesso aveva problemi di droga
di Bruno Trinca
Roma 14 agosto 2026 – È stata la sorella di Iole Liberatori, la donna di 71 anni trovata morta nell’armadio di casa a Tor Bella Monaca, a dare l’allarme.
Non la figlia, come inizialmente qualcuno aveva ipotizzato: secondo le ricostruzioni diffuse nelle ultime ore, è stata proprio la sorella della vittima a chiamare i soccorsi dopo non essere riuscita a mettersi in contatto con lei per diverse ore.

La drammatica scoperta è avvenuta nella notte tra giovedì 13 e venerdì 14 agosto, in un appartamento al quattordicesimo piano di uno stabile di largo Ferruccio Mengaroni, nel quartiere di Tor Bella Monaca, alla periferia est di Roma.
I carabinieri della sezione radiomobile di Frascati sono intervenuti intorno alla mezzanotte per una segnalazione relativa alla scomparsa della donna. Entrati nell’abitazione, hanno trovato il corpo di Iole Liberatori nascosto all’interno di un armadio.
Secondo quanto riferito dalle fonti che hanno ricostruito il ritrovamento, la donna presentava ferite alla testa e fratture al volto. Il corpo sarebbe stato occultato nell’armadio con una busta di plastica attorno alla testa.

Nell’appartamento i militari hanno trovato anche il figlio della vittima, Andrea Morabito, 51 anni. In un primo momento l’uomo avrebbe raccontato che la madre era caduta accidentalmente, dopo essere inciampata e aver battuto la testa. Una versione che non avrebbe retto di fronte agli elementi raccolti dagli investigatori.
Nel corso dell’interrogatorio davanti al pubblico ministero, il 51enne avrebbe poi ammesso di avere aggredito la madre al termine di una lite. Secondo la ricostruzione riportata dalle fonti, l’uomo avrebbe spinto la donna a terra e l’avrebbe colpita, per poi nascondere il corpo nell’armadio.
Al termine dell’interrogatorio, la Procura ha disposto il fermo per omicidio e occultamento di cadavere. Il 51enne è stato trasferito nel carcere romano di Regina Coeli, in attesa della convalida del provvedimento da parte del gip.
È importante, sul piano giudiziario, parlare di indagato e fermato, non di condanna definitiva: la ricostruzione della responsabilità penale dovrà essere definita nel corso del procedimento.

Dalle testimonianze raccolte è inoltre emerso un quadro familiare difficile. I rapporti tra madre e figlio sarebbero stati segnati da frequenti litigi, anche per questioni economiche.
Secondo quanto riferito dai familiari e riportato dalla stampa, il figlio avrebbe chiesto più volte denaro alla madre per acquistare droga. Saranno ora gli investigatori a verificare il contesto e il movente dell’aggressione.
Sul caso stanno lavorando i carabinieri di Tor Bella Monaca, della compagnia di Frascati e il Nucleo investigativo. Gli accertamenti dovranno chiarire con precisione la dinamica della morte, la sequenza dell’aggressione e le circostanze in cui il corpo è stato occultato.
Al momento, dunque, il quadro emerso dalle indagini è quello di una tragedia familiare sfociata nella morte di una donna di 71 anni, con il figlio fermato dopo aver inizialmente fornito una diversa versione dei fatti.
Ma un elemento resta particolarmente significativo: se la sorella non avesse dato l’allarme dopo non essere riuscita a contattare Iole, quella notte i carabinieri probabilmente non sarebbero arrivati così rapidamente nell’appartamento di Tor Bella Monaca. È stata proprio quella segnalazione a portare alla scoperta del corpo e a far partire l’inchiesta per omicidio.




