13 Settembre 2026

Cinque poliziotti arrestati ad Anzio: droga, peculato e falsi, le accuse

  • Alcuni agenti del commissariato Anzio-Nettuno sono accusati di aver favorito traffici di cocaina e di aver sottratto denaro a persone arrestate

di Redazione


Anzio 8 settembre 2026 – Cinque agenti in servizio al Commissariato di Polizia di Anzio-Nettuno sono stati arrestati questa mattina dai loro stessi colleghi, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura capitolina.

L’inchiesta è stata condotta dalla Sezione investigativa del Servizio Centrale Operativo (Sisco) con il supporto della Squadra Mobile.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, concorso esterno in associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, peculato, falso, concorso in cessione di sostanze stupefacenti e accesso abusivo a sistemi informatici in uso alle forze di polizia.

Un sistema di favoreggiamento del narcotraffico: secondo la ricostruzione degli inquirenti, fra il 2024 e il 2025 i cinque agenti avrebbero cominciato a collaborare con un sodalizio criminale italo-albanese dedito al narcotraffico attivo sul litorale romano, proprio l’organizzazione che avrebbero dovuto contrastare.

Le indagini più ampie sul gruppo, composto da cittadini italiani e albanesi già perseguiti separatamente in altri procedimenti, avrebbero fatto emergere il coinvolgimento dei pubblici ufficiali.

Nello specifico, gli agenti avrebbero organizzato una “consegna controllata” e un “ritardato sequestro” di 25 chili di cocaina, senza i necessari presupposti di legge, omettendo poi il sequestro di un’intera partita da 50 chili.

Nel corso di quell’operazione, secondo quanto ricostruito, un cittadino albanese addetto al trasporto del carico ha perso la vita in seguito a un inseguimento conclusosi con un incidente stradale nelle campagne di Anzio-Nettuno.

Gli inquirenti contestano inoltre agli agenti una gestione irregolare delle fonti confidenziali, utilizzate anche per favorire attivamente alcuni episodi di cessione di droga o per omettere volontariamente il proprio dovere di contrasto.

Al capo di imputazione per traffico di stupefacenti si affianca quello per peculato: secondo l’accusa gli agenti si sarebbero appropriati di somme di denaro trovate nella disponibilità di persone arrestate per spaccio e non sottoposte a sequestro.

A questo si aggiunge la contestazione di verbali ritenuti difformi dagli elementi probatori acquisiti dagli investigatori, ovvero atti falsificati per coprire le tracce delle condotte illecite.

E’ bene comunque ricordare che si tratta di ipotesi accusatorie al vaglio del Gip e che vale la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

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