17 Febbraio 2026

Al Bernini di Ariccia la tagliente ironia di “Piccoli crimini condominiali”

  • lo spettacolo teatrale: commedia nera di Giuseppe Della Misericordia, con Chiara Di Stefano e Mirella Dino

di Rocco della Corte


Ariccia 12 febbario 2026 – Doppio appuntamento e doppio sold out per “Piccoli crimini condominiali”, commedia di Giuseppe della Misericordia, in scena sabato 7 e domenica 8 febbraio 2026 nell’ambito della programmazione culturale del Teatro Bernini di Ariccia – per la direzione artistica di Giacomo Zito e con il contributo economico del Comune di Ariccia, nell’ambito delle iniziative di “Ariccia da amare”.

Due interpreti straordinarie come Chiara Di Stefano e Mirella Dino hanno dato vita, corpo e luce a una commedia nera che affronta in chiave ironica il rapporto tra Stato e Cittadino. Con la supervisione artistica di Giacomo Zito, lo spettacolo ha indagato senza veli e senza pietà una contemporaneità priva di etica e valori dove lo scenario suggerito anche dal titolo, il condominio, è metafora (o meglio ancora, sineddoche) dell’intera società e delle dinamiche poco lusinghiere che la regolano.

Il testo è un crescendo di tensione, comica e nera, con un inizio che lascia presagire un andamento leggero e due personaggi folli, divertenti e pacchiani. A popolare questo condominio emblematico, infatti, sono Clara (interpretata da Chiara Di Stefano) e Federica (interpretata da Mirella Dino). Donne non più giovanissime, cugine, innocue solo per estetica e in apparenza mansuete e spaesate.

La realtà dice però che il condominio dove vivono è interessato, con una patina di horror sempre più pressante, da crimini e omicidi spaventosi. Il movente non dichiarato di questi episodi criminali è la vanità delle due donne, per le quali lo scatto sociale e il miglioramento del proprio status è l’unica ragione di vita, da perseguire senza scrupoli nè sentimenti.

Si assiste quindi a un continuo furto di appartamenti, a scapito di condomini uccisi, che si trasformano in templi del piacere: sala giochi, palestra, studio di registrazione. In un’avidità ben spiegata dal proverbio per cui “l’appetito vien mangiando”, Clara e Federica mettono in atto un piano perverso per soddisfare il proprio ego ipertrofico, togliendosi ogni sfizio e nutrendo ogni velleità.

Grande merito artistico va proprio alle due interpreti, alle prese con personaggi difficili e spigolosi: quelli impersonati da Chiara Di Stefano e Mirella Dino, infatti, sono due caratteri che possono facilmente scadere nella retorica. La bravura delle attrici, invece, è stata nel non indulgere né esasperare nel buffo, dando sempre una chiave di lettura a specchio che ne mettesse in luce cattiveria e spietatezza, contraltare necessario per sostenere l’architettura del testo.

Un’ironia nera, un sadic humour che conduce al colpo di scena finale, alla resa dei conti: nel momento in cui sembra infatti compiuto un piano criminale perfetto, arriva una beffa ancora una volta resa possibile dalla vanità e

l’ultimo condomino sopravvissuto seduce e lusinga Federica – già alle prese con l’ultima fregatura, da sottoporre a Clara – togliendo a lei e alla cugina tutto quanto si erano illecitamente conquistate.

Il messaggio più profondo arriva dall’individuazione del nemico comune, lo Stato: il condominio sembra essere la più periferica delle situazioni abitative, immensamente piccola e insignificante rispetto al concetto di città, comunità, provincia, regione.

Ma quella dinamica di furbizia a scapito del prossimo si riversa, a cascata, nella miriade di azioni comuni che poi vanno a colpire lo Stato. E per ricordarci che lo Stato siamo noi, Giuseppe Della Misericordia conclude il copione con una contro-beffa, tanto per ricordarci che ingannare il prossimo è ingannare noi stessi se si tratta di vivere civile.

I due personaggi di Clara e Federica, buffi e cinici, incarnano i vizi dell’oggi – con una finestra attualissima sull’uso dei social quando Clara si inventa goffamente influencer e Federica con un profilo fake la demolisce e la insulta – e l’apparenza regna, senza ostacoli e senza pietà. Uno spettacolo esilarante, vivo e vibrante, che ha consegnato al pubblico innumerevoli eventi di riflessione e tanti strumenti per tornare a casa e svelare inganni e auto-inganni.

Il Teatro Bernini si conferma un punto di riferimento culturale per tutta la città e per tutti i Castelli Romani e proseguirà la programmazione di febbraio con una Masterclass (già sold out) a cura di Giacomo Zito.

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