30 Maggio 2026

Alla scoperta di tombe storiche nel Cimitero monumentale di Velletri

  • Domenica 25 gennaio, sfidando il freddo e la pioggia, un nutrito gruppo di cittadiuni ha seguito con molto interesse la guida storica, Sara Di Luzio, presso il Cimitero di Velletri

di Anna Morsa


Velletri 26 gennaio 2026 – Grazie alla clemenza del tempo, la suggestiva passeggiata culturale presso il cimitero monumentale della città, organizzata dalla Pro Loco Velitrae e dal giornale La Torre, si è conclusa tranquillamente, per i soci della pro loco velitrae e per gli appassionati della storia della città, con il supporto della bravissima storica dell’arte Sara Di Luzio e la straordinaria presenza dell’ins. Fiorella Capozzi, la quale ha fornito spunti di riflessione, anedotti e antiche memorie legate al sacro luogo.

Un luogo che racchiude e racconta l’arte, la storia, la cultura di chi ci ha preceduto, il loro valore, attraverso le parole scolpite dai loro cari.

Sara Di Luzio ha spiegato la differenza tra campo santo e cimitero. Il primo è un termine che indica un luogo delimitato, vicino ad una chiesa e circondato da cinta e mura, caratterizzato da pregio artistico e architettonico, il secondo è un termine che indica un luogo di sepoltura.

Ha poi illuminato i presenti riguardo le motivazioni della sua costruzione. Secondo le regole napoleoniche, i cimiteri dovevano essere costruiti fuori dei centri abitati, per prevenirne epidemie, in luoghi arieggiati e assolati e recintati. Il continuo seppellimento dei defunti nelle chiese, infatti, procurava problemi igienico – sanitari.

Inoltre le tombe dovevano essere uniformi, anonime e le lapidi dovevano essere semplici, sobrie. Solo per personaggi illustri, o meritevoli, era possibile una deroga, con la possibilità di una lapide diversa. Con la fine del periodo napoleonico, molte di queste regole vennero eliminate, portando alla nascita dei cimiteri monumentali ottocenteschi, che possiamo ammirare.

Il percorso ha portato a scoprire grandi capolavori di architettura, scultura e arti decorative, grazie alla presenza sul territorio della scuola d’arte, che all’epoca forniva numerosa mano d’opera di altissimo livello.

Tanti gli uomini illustri sepolti nel cimitero della città, che hanno contribuito alla storia e alla cultura come i garibaldini Menin e Alfonso Alfonsi, lo scrittore Achille Campanile, l’attore Ugo Tognazzi, il pittore Zauli Sajani, il deputato Bernabei, Dante Veroni, senatore della repubblica, Spartaco Bandinelli medaglia d’argento nei pesi mosca nel 1948, ecc.

La prof. Di Luzio si è soffermata poi sul linguaggio artistico e spirituale volto ad onorare il defunto, per preservarne la memoria, simboleggiando la vita eterna o la rinascita.

La colonna spezzata indica una morte prematura, i fiori e le ghirlande, l’edera rappresentano l’immortalità, la bellezza, la vittoria della vita sulla morte, l’angelo la protezione, la croce indica la resurrezione…

Una visita emozionante, quella di oggi, un viaggio nel recente passato, che ha arricchito la nostra conoscenza e ci ha aiutato maggiormente a riflettere sulle nostre radici. Un grazie speciale per il supporto all’iniziativa alle ass.ni Velletri va in rete e ad Artistica Mente.

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