22 Aprile 2026

Bullismo e Narcisismo: la commovente e lunga storia di Marko

La nostra redazione, da sempre molto attenta a dinamiche sociali di disagio, ha raccolto la testimonianza di un ragazzo di Velletri (che per privacy chiameremo Marko), che ha subito entrambi questi atteggiamenti


di Daniele Favale


Velletri (Rm) – Nella società di oggi sono sempre più comuni atteggiamenti e/o comportamenti che possono arrivare, addirittura, a diventare dei veri e propri disturbi della propria personalità. In questo articolo parleremo di due fenomeni patologici, tra i più comuni al giorno d’oggi: Narcisismo e Bullismo.

Il termine narcisismo è entrato a far parte del linguaggio collettivo per descrivere in modo generico un’ammirazione smodata e compiaciuta per sé stessi e per il proprio comportamento. Si parla spesso per luoghi comuni identificando il narcisista come una persona che tende a fare di egocentrismo e vanità le caratteristiche del proprio carattere. La parola narcisismo proviene dal mito greco di Narciso.

Secondo il mito, Narciso era un bel giovane che rifiutò l’amore della ninfa Eco. Come punizione, fu destinato a innamorarsi della propria immagine riflessa nell’acqua. Incapace di consumare il suo amore, Narciso “rivolge lo sguardo rapito nello specchio d’acqua, ora dopo ora”. Infine viene trasformato in un fiore che porta ancora oggi il suo nome. Oggi il narcisismo, viene definito come una struttura di personalità molto complessa. Il soggetto che ne soffre sviluppa una vera e propria sorta di fissazione e ossessione per l’immagine che rimanda agli altri. I soggetti che manifestano narcisismo patologico sono tendenzialmente assorbiti da fantasie di grandiosità e successo illimitato. Spesso manifestano un bisogno quasi esibizionistico di attenzione e di ammirazione da parte degli altri. Inoltre, queste persone sono incapaci di riconoscere e percepire sia le valutazioni che i sentimenti degli altri, tendono a sfruttare il prossimo per raggiungere i propri scopi, così come a disprezzare il valore dell’operato altrui. Forse, la caratteristica peculiare del narcisismo patologico è proprio la mancanza di empatia.

Il bullismo è un comportamento prevaricatore di natura fisica e/o verbale, caratterizzato da molestia e da aggressività anche di tipo minaccioso, sempre di natura intenzionale o intenzionalmente non inibita. È pertanto diretto verso una o più persone da parte di una o più persone, in particolare tra coetanei adolescenti o giovanissimi adulti, e dove la parte soccombente è generalmente più debole e/o incapace di difendersi adeguatamente dal comportamento appena descritto. Esso, alle volte, porta anche i ragazzi “offesi” a compiere gesti inconsulti.

La nostra redazione è da sempre molto attenta a dinamiche di questo genere ed ha raccolto la testimonianza di un ragazzo, che per privacy chiameremo Mark, un ragazzo di Velletri, che ha subito entrambi questi atteggiamenti e ne ha voluto parlare al nostro giornale.

“Tutto è partito da un a frivola confidenza, che ha portato a formare un torto e una successiva rottura di legami e poi indifferenza che si è trasformata da parte dei miei ex amici in questioni, speculazioni e fatti personali che hanno poi portato me a notare in loro un grande cambiamento. Proprio per questo motivo ho deciso di interrompere i rapporti visto che avevo perso totalmente fiducia.

Sono stato più volte umiliato e mortificato venendo apostrofato con soprannomi sgradevoli e offesa varie. Tutto ciò ha creato grande scompenso nella mia vita, facendogli prendere una netta piega negativa e portando in me diverse insicurezze. I miei ex amici, hanno addirittura cominciato a far circolare notizie false sul mio conto con il massimo effetto discriminatorio e bugie fatte passare per verità. Hanno agito vigliaccamente alle mie spalle nascondendosi dietro ad altre persone compiacenti per evitare di essere messi in mezzo.

Queste terze persona, venivano addirittura coinvolte in azioni di disturbo, scherzi e giochi sgradevoli che hanno totalmente cambiato il mio modo di vivere, pensare e agire fino ad arrivare, addirittura, a cambiare le abitudini. Per citarne solo due, nella prima occasione ho ricevuto diverse chiamate da un numero telefonico che mi diceva che avrei ricevuto, come da ordine da me effettuato, una fornitura di materiale pornografico. Queste chiamate, sono poi risalito, venivano effettuate da un numero intestato ad uno/a dei ragazzi conosciuti sul mio vecchio posto di lavoro.

Nella seconda occasione, mi sono visto a più riprese mettere dei bigliettini ad umiliazione di spacciato amore sulla mia macchina e nella cassetta della posta della mia abitazione. Tutti questi bigliettini, venivano firmati da una certa ‘Laura’. Un gesto davvero poco gradevole perché, essendo io single, mi avevano fatto credere che ci fosse qualcuno davvero interessato a me. Dopo una forte ed accesa discussione, con persone conosciute in ambito lavorativo, la verità è venuta a galla scoprendo il loro narcisismo maligno nei miei confronti.

Questi due scherzi, in particolare, hanno portato in me un trauma da abuso narcisistico maligno e un forte trauma psciologico. Essi infatti trovavano molto piacere e appagamento nel vedermi stare da solo e abbandonato. Ho denunciato più volte i fatti, essendo stato vittima di stalking che mi ha arrecato diverse insicurezze e paure. Tutto ciò ha anche portato diversi scompensi a livello familiare, arrivando a non avere più quella serenità che tutti meriterebbero. La stessa mia famiglia, insieme a me, mi ha sempre aiutato mandando giù bocconi amari.

Gli scherzi, se così li possiamo chiamare, che ho subito si sono poi trasformati in veri e proprie azioni mirate, frasi intimidatorie e minacce che hanno lasciato dei segni indelebili nella mia persona. Hanno fatto molto leva sul mio essere buono e generoso, divertendosi a usare la crudeltà e la cattiveria per abbattermi. Si sono scagliati come dei ‘cani arrabbiati’ su di me, ma dopo tanto tempo è bastato raccontare la verità in modo da potermi discolpare. Non è stato facile trovare il coraggio di denunciare tali atteggiamenti ma la pazienza era davvero finita, non era possibile sostenere più uno stile di vita cosi aspro ed ho sporto denuncia.

Fortunatamente l’orgoglio e la dignità hanno preso il sopravvento e mi hanno portato a reagire. Sono sempre stato un buono, ho sempre cercato di farmi volere bene, non capivo come fosse possibile tutto questo odio nei miei confronti e per questo mi sono fatto mille domande. Solo dopo diverso tempo sono arrivato alla conclusione che non vale la pena stare male per determinate persone, se così si possono definire, ma essi stessi sono vittima di un forte ego (narcisismo) che li porta a commettere azioni di questo genere per sentirsi appagati”.


Come detto in precedenza, bullismo e narcisismo sono due fenomeni troppo spesso comuni nella società odierna. Il caso di Marko è solo uno dei molteplici casi. La sua storia colpisce per la crudeltà e lo svolgimento dei fatti. Ma d’altronde, sembra ormai essere diventata una moda quella di “prendersela con i più deboli”, fortunatamente però c’è anche chi ha la forza di reagire e denunciare i fatti. Non è facile certo, ma sicuramente facendolo si va a ritrovare quella serenità che si merita.

A tal proposito, proprio in questo periodo, è spopolato in tutte le sale cinematografiche il film “Il ragazzo dei pantaloni rosa”, una pellicola che tratta proprio il tema del bullismo e del cyberbullismo omofobo che prende ispirazione dalla storia di Andrea Spezzacatena che si tolse la vita nel novembre del 2012. Oltre ad i film, ci sono tantissime persone che sensibilizzano questi temi tra cui, Diego Brunetti (in arte Signora Gilda), attraverso dei video ironici che cercano di strappare un sorriso a chi ne ha davvero bisogno in queste situazioni.

Anche noi della redazione, ci dissociamo pienamente da queste azioni ed esprimiamo la massima solidarietà a Marko, sperando che il suo futuro sia migliore e arrivi soprattutto qualcosa di positivo ad aggiustare i tori che ha subito e che arrivi anche qualcuno che voglia tutelarlo e aiutarlo.

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