In caso di condanna per lesioni stradali il reato passa dall’art. 590 all’art. 590 bis che prevede una condanna da uno a tre anni
di Martina Angeloni
VELLETRI. Lunedì 20 novembre si è tenuta la diciannovesima udienza del processo per la piccola Lavinia Montebove, investita nel 2018 nel parcheggio dell’asilo La Fattoria di Mamma Cocca a Velletri. Imputate la maestra Francesca Rocca e l’investitrice Chiara Colonnelli.

L’udienza è iniziata con la comunicazione della giudice Panzironi sul rigetto da parte della Corte d’Appello della richiesta di ricusazione presentata dalla difesa nella precedente udienza.
La difesa ha presentato anche un’altra richiesta con la quale si chiedeva il proseguimento del processo, almeno per quel che riguarda l’investitrice, in sede di giudice di pace, stante l’accusa di natura colposa.
Anche questa richiesta è stata respinta dal giudice Panzironi dopo la riunione tenutasi in Camera di Consiglio.
Il giudice, inoltre, ha chiarito nella sua ordinanza come il reato inizialmente contestato all’investitrice, l’art. 590 del codice penale relativo alle semplici lesioni personali colpose, possa essere ricondotto alla fattispecie di cui all’art. 590 bis del codice penale, perché le lesioni colpose gravissime causate a Lavinia sono ricollegabili alla circolazione stradale.

Per questo motivo lo stesso giudice ha respinto l’eccezione di incompetenza sollevata dalla difesa, sostenendo che il tribunale ha la possibilità di inquadrare il fatto, in caso di condanna, come lesioni stradali. Reato più grave delle lesioni e di competenza del Tribunale.
L’art. 590 bis prevede la reclusione da uno a tre anni per le lesioni colpose gravissime.
La maestra Francesca Rocca rimane imputata con la doppia accusa di lesioni colpose gravissime e di abbandono di minore.
Dopo le questioni preliminari, si è avviata la fase di discussione con la requisitoria del pubblico ministero, Giovanni Taglialatela il quale ha tenuto a ricordare che in questo processo si parla della tragedia di una minore privata delle sue aspettative di vita.
Dall’altra parte però, ha tenuto a precisare il PM, ci sono delle imputate che non hanno un passato criminale. Il pubblico ministero si è poi soffermato sulla struttura dell’asilo ricordando che questo aveva un’organizzazione destruttura e non era disciplinato all’esercizio.
Taglialatela si è poi soffermato sulla questione della vigilanza, ricordando che, per quanto riguarda i minori, questa è e deve essere rigorosa e massima.
La discussione proseguirà lunedì 27 novembre alle ore 14.30 con la continuazione della requisitoria del pubblico ministero e l’intervento della parte civile.




