Salve sono Giulia torno di nuovo a scrivere sulla rubrica “CONDIVIDIAMO” per parlarvi di un enorme problema che da sempre affligge la società, IL BULLISMO
a cura di Giulia Orlandi

Velletri (Rm) – Analizziamo il termine, si tratta di un atteggiamento atto a prevaricare fisicamente o verbalmente da parte di uno o più individui verso un altro o più individui. Parlando di questo dobbiamo fare i conti con quelle che sono le statistiche in merito:
In Italia circa il 15% della popolazione e circa il 20% di quella giovanile è afflitta da questo fenomeno, con maggiore riscontro nelle ragazze con un’età media compresa tra i dieci e i quindici anni, stimiamo quindi cosi che una ragazza su cinque ne è vittima. Seppur terribile è una piaga perennemente in aumento, padre di un altro male che ne è la discendenza diretta il Cyberbullismo, ovvero il bullismo attuato esclusivamente attraverso dispositivi elettronici. Ricordate i “SOCIAL” di cui parlavamo la volta scorsa?!
Credo assolutamente che tutto sia pericoloso o meno in maniera proporzionale a seconda dell’utilizzo che se ne fa, non per forza un social o internet devono essere negativi, ma non sono nemmeno completamente sicuri, credo invece nella pericolosità esclusiva, degli individui che ne fanno uso per demolire gli altri.
Chi è il BULLO?

Esso è una persona che non riesce a gestire le emozioni “cattive” ovvero rabbia, gelosia, invidia. Potremmo dunque definirlo come il vero debole della situazione, colui che non si conosce e non si identifica in nulla di buono, anzi sottolinea di se stesso nei confronti degli altri solo le mancanze della propria personalità, non è empatico, non è intelligente, non è brillante, non spicca per bontà e nemmeno per saggezza, ferisce per il puro gusto di sentirsi migliore e diciamo anche che questo è l’unico modo che ha per farlo in quanto non possiede delle vere qualità. In questo modo riusciamo a riconoscere un bullo, ma come riconosciamo una vittima? Beh su questo avrei tanto da scrivere perciò scusatemi se vi rifilo la parte concisa. La vittima è una persona introversa, che di punto in bianco smette di sorridere davvero, di fidarsi degli altri, anche di quelli che da sempre gli sono accanto, inizierà piano a modificare le sue abitudini, smetterà di curarsi, di mangiare, di uscire, di studiare nel caso di ragazzi a scuola, persino di vivere.
Ritengo che il bullo non sia diverso da un assassino, è solo più subdolo perché mascherato da “MA STAVO SCHERZANDO”, “SONO RAGAZZI”, termino lanciando un forte appello:




