5 Novembre 2026

Continuano le frodi sui Fondi PNRR: sequestro di beni per 800.000 €

  • Frodi e riciclaggio sono le scoperte più frequenti della Guardia di Finanza

a cura Ufficio Stampa GdF



Roma 3 agosto 2026 – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione a un
provvedimento di sequestro preventivo, in forma diretta e per equivalente, fino alla concorrenza di oltre 800.000 euro.

Sequestro in esecuzione di un decreto emesso dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura Europea (EPPO), nei confronti di 5 soggetti indagati per l’ipotesi di truffa aggravata finalizzata alla percezione indebita di fondi del PNRR, riciclaggio, autoriciclaggio ed emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di sottoporre a vincolo penale i saldi di numerosi conti correnti e due unità immobiliari ubicate a Roma.

Le investigazioni, condotte dalle Fiamme Gialle del 6° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, hanno tratto origine da una verifica fiscale nei confronti di una società di capitali, normalmente intestata a un prestanome, destinataria di finanziamenti a fondo perduto e di un contributo PNRR per l’agevolazione dell’imprenditoria femminile.

Gli accertamenti contabili e finanziari hanno permesso di ricostruire la condotta di un gruppo di soggetti che aveva già ottenuto indebitamente contributi pubblici per oltre 600.000 euro e che avrebbe potuto incassare ulteriori 120.000 euro prima del blocco dell’erogazione.

Secondo le indagini finora svolte, il programma di investimento, finalizzato cartolarmente alla realizzazione di contenuti multimediali per una piattaforma streaming tv multicanale, sarebbe risultato fittizio e giustificato solo da documentazione fiscale falsa.

I flussi finanziari pubblici ottenuti sarebbero stati infatti oggetto di sistematiche condotte di riciclaggio e autoriciclaggio: attraverso la frammentazione e la stratificazione di molteplici transazioni bancarie ed intersocietarie, i capitali illeciti sarebbero stati retrocessi per rientrare nella piena disponibilità dei soci e degli amministratori di fatto della compagine, ostacolando l’identificazione della loro provenienza delittuosa.

L’operazione evidenzia il ruolo strategico della Guardia di Finanza quale presidio specialistico a competenza generale in materia economico-finanziaria: un’azione investigativa condotta sotto il coordinamento della Procura Europea, fondamentale per intercettare i flussi finanziari illeciti, reprimere il riciclaggio dei capitali e garantire l’integrità dei bilanci nazionale e dell’Unione Europea.

Si precisa che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che, per il principio della presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.

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