Danila Stalteri e le storie di vita: al Bernini l’esilarante monologo “Manco fossi Laura Chiatti”

In scena, con un grande successo di pubblico, il primo appuntamento – per la programmazione di aprile – al Teatro Bernini di Ariccia

Ariccia (Rm) – Mattatrice sul palco Danila Stalteri, che nel pomeriggio di domenica ha portato in scena un esilarante spettacolo pieno di ironia e fantasia. L’evento, all’interno del cartellone ideato dalla Cooperativa Arteidea Eventi e Servizi sotto la direzione artistica di Giacomo Zito e con il contributo del Comune di Ariccia, ha registrato il tutto esaurito.

Danila Stalteri parte da un presupposto: Laura Chiatti è un’attrice famosa, una di quelle artiste che “ce l’ha fatta”, e diventa una simpatica ossessione per chi invece ancora non ha raggiunto il proprio obiettivo artistico. È il caso dei personaggi protagonisti dello spettacolo, un po’ bizzarri e un po’ disillusi, ma disposti a tutto pur di riuscire a sbarcare nel mondo degli attori e delle attrici che contano. Lo spettacolo racconta i lavori saltuari per mantenersi negli intervalli tra uno spettacolo e un altro, i rapporti – non sempre semplici – con il mondo della recitazione, il difficile equilibrio economico ed emotivo fra i guadagni, le aspettative e le attese di un artista. L’importanza della popolarità è il punto di arrivo di una scalata, fatta di molti ruzzoloni, spesso abbandonata da alcuni “escursionisti della recitazione”. Tutto sta a farsi un nome, insomma, e questo diventa il vero motivo di avventure e disavventure inserite con delicatezza e umorismo nel monologo di Danila Stalteri.

Gli applausi del pubblico hanno consacrato il gradimento di uno spettacolo coinvolgente, non banale e audace nel raccontare aspetti forse non pienamente conosciuti da chi non li vive. Per il “Teatro Bernini” un’altra splendida data da mettere agli archivi, in attesa del prossimo appuntamento in programma domenica 16 aprile alle 18.

Stavolta sul palco di Ariccia salirà Francesca La Scala con “Number One” di Giuseppe Grisafi per la regia di Paolo Orlandelli. Uno spettacolo sul tradimento, sulla scoperta del fatto che un altro ha raggiunto ciò che spettava a noi. In questo testo l’approccio al femminile consente uno sfogo, meno traumatico, anche quando la rabbia raggiunge momenti di violenza estrema. Così una scrittrice di talento, ma di scarse fortune, scoprirà di aver nutrito sentimenti amorevoli e di sincera amicizia nei confronti di una persona immeritevole e ingrata. Un viaggio fra le prime esperienze della vita adulta. Memorie, distorsioni valoriali ed esistenziali che accomunano tanti di noi. Un racconto che, nelle intenzioni dell’autore, è al tempo stesso una denuncia verso una società, culturale e non solo, tesa più all’appartenenza politica che al merito della persona. Non resta che attendere e prenotare il proprio posto a teatro.

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