Alloggi occupati abusivamente, con alcune denunce in corso. Non vi erano minori all’interno. Recuperato l’immobile del Demanio. Allontanati quattro occupanti
di Redazione
Roma (Rm) – Ieri mattina pattuglie della Polizia Locale di Roma Capitale, del XI Gruppo Marconi, sono intervenute in via Portuense al civico 549, per un incendio che ha interessato il piano terra dello stabile ex GIL, denominato “ex Casa del Fascio”. I vigili del fuoco di Roma impegnati sul posto con due squadre e un’autobotte. Un intossicato lieve.

Dopo aver liberato gran parte degli alloggi occupati abusivamente e denunciato 7 persone negli scorsi mesi, dando seguito a un’ordinanza del Sindaco, ieri gli agenti hanno potuto portare a termine le operazioni di recupero dell’immobile, liberando i due alloggi ancora occupati.
A seguito delle incendio sviluppatosi nell’ambiente magazzino, che di fatto ha reso inagibile la palazzina, è stato possibile allontanare i 4 occupanti, a cui è stata offerta assistenza alloggiativa da parte dei servizi sociali, poi accettata solo da un cittadino di 75 anni.
Il Demanio dello Stato, tornato ora in possesso della struttura, potrà così procedere a metterlo in sicurezza per le successive opere di ristrutturazione.
“Finalmente dopo tanti anni e un impegno che ha coinvolto tutte le Istituzioni, dall’Agenzia del Demanio, all’Amministrazione Capitolina e Municipale, alla Prefettura di Roma, la Casa del Fascio di Via Portuense è stata sgomberata e riconsegnata all’Agenzia del Demanio, proprietaria del bene. – ha commentato l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia –

Un lavoro non banale per liberare gli spazi nel rispetto delle fragilità presenti ma con la necessaria fermezza per restituire questo bene alla comunità, eliminando quella situazione di precarietà e crescente degrado che negli anni era diventata insostenibile”.
“Ora – ha continuato Veloccia – è necessario mettere in campo un progetto di recupero che permetta di allocarvi funzioni pubbliche, riqualificando l’immobile e le aree limitrofe da restituire al quartiere. Ricordo inoltre che all’indomani della Liberazione quel luogo divenne la Casa del Popolo, proprio per restituire alla comunità quei luoghi simbolo dell’oppressione fascista trasformati nei luoghi della libertà e della democrazia. Sarebbe bello che, nel progetto di recupero, l’Agenzia del Demanio immaginasse anche una adeguata divulgazione della storia di questi beni, per preservarne la storia e l’identità e rendere indelebile il monito alla difesa dei nostri valori costituzionali”




