“FdI di Marino, ritorno al passato”, i ‘fratellini’ sembrano alla ricerca di nuove parentele

“Secondo noi sembra evidente l’intento di mettere in sicurezza un’amministrazione debole e priva di idee, che rievoca mostri del passato” – Così commenta la Sinistra Italiana Lazio

a cura di Sinistra Italiana Lazio


Marino (Rm) – In questi giorni abbiamo letto la nota della forza politica di opposizione tra le più singolari forse in tutta la Regione Lazio: Fratelli d’Italia, che nel Consiglio comunale di Marino si “oppone” a una Amministrazione a guida Lega e Forza Italia.
I “fratellini” sembrano alla ricerca di nuove parentele politiche, o vecchi apparentamenti. Partono nella loro nota da una critica efferata alla gestione del territorio della precedente Giunta 5S: l’ampliamento dei Parchi Appia Antica e Castelli Romani; il vincolo ministeriale apposto, che estende le precedenti tutele il Piano Urbanistico Generale Comunale (PUCG), ispirato al “consumo di suolo zero”.
FdI di Marino riporta una serie di imprecisioni: l’ampliamento del Parco Appia Antica è un risultato portato a termine sulla base di valutazioni tecniche, che hanno confermato il valore naturalistico delle aree che sono state inserite nel perimetro del Parco. Non solo. Erano anni che la proposta era in essere a livello regionale e diverse forze politiche l’avevano avanzata negli anni, prima che il M5S di livello sia comunale che regionale riuscisse nell’intento: dopo che il solito scossone giudiziario aveva interessato le idee di “sviluppo” su quei terreni.  

Il Parco Castelli Romani, contrariamente a quanto riporta FdI Marino, non è stato ampliato fino alla quasi totalità del territorio comunale. Anzi, è stato ampliato per un solo corridoio, che oggi lo congiunge al Parco Appia Antica: secondo l’idea che fu di Antonio Cederna, che pensava a una Roma collegata alle periferie e province tramite corridoi verdi: elementi che oggi, in epoca PNRR, costituiscono altrettante possibilità di finanziamento e sviluppo sostenibile.
Stando poi al PUCG, il suo spirito a “consumo di suolo zero” si accosta perfettamente a quanto ha stabilito il Piano Territoriale Paesistico Regionale. Siccome quel Piano Regionale, approvato definitivamente solo nel 2021, già dalla sua adozione del 2007 ha definito vincoli che non sono mai stati ampliato, per rispondere a chi lamenti che per quei vincoli non si possa più costruire non si può che mostrare l’evidenza che, negli anni, si sia forse insediato troppo dove non era il caso. E oggi il vero volano economico non può che essere dunque ripensare gli insediamenti esistenti, rendendoli sostenibili nella misura in cui, finalmente, si adeguino alle esigenze di vita associata della società civile, anziché alle necessità di profitto di pochi ed enormi soggetti economici.
La nota di FdI riprende l’idea di insediamento industriale sui terreni salvaguardati negli ultimi anni, compresi quelli oggetto dell’ampliamento del Parco Appia Antica, che fece da apripista ad altre idee di insediamento residenziale massivo e insostenibile, ormai ben note ai Cittadini di Marino.

 Politicamente, sorprende l’altro “ritorno al passato” che nella nota si legge: la proposta a Sindaco e Giunta di Marino, da parte di FdI, di dialogare sul modello di sviluppo della città. Il che denota una possibile – e già nota – debolezza della Maggioranza attuale, così come l’esigenza per FdI di tornare nel novero di governo. In entrambi i casi, e da entrambi i lati, sembra evidente l’intento di mettere in sicurezza un’amministrazione debole e priva di idee, che rievoca mostri del passato (ma non revoca il PUCG della Giunta 5S Colizza) in quanto, incapace di pensare alle prospettive future, rischia di trovarsi priva anche del presente.

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