- Lo scandalo di Banca Progetto invade Roma, ecco le società e gli imprenditori sotto indagine
di Milo De Filippis
Roma 19 dicembre 2025 – Un sistema di finanziamenti concessi con estrema facilità, senza adeguati controlli e in alcuni casi in violazione delle normative antifrode e antiriciclaggio.
È questo il quadro che emerge dall’inchiesta avviata dalla Procura di Roma sui prestiti erogati da Banca Progetto, un’indagine che ha già portato all’iscrizione nel registro degli indagati di oltre cinquanta soggetti, tra persone fisiche e giuridiche.

Al centro dell’attenzione degli inquirenti ci sono 64 milioni di euro di finanziamenti sospetti, concessi a 18 società con sede a Roma, riconducibili a imprenditori e professionisti ben inseriti nel tessuto economico della Capitale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, in numerosi casi i fondi sarebbero stati erogati senza una reale istruttoria creditizia, omettendo verifiche essenziali sulla provenienza del denaro, sulla solidità dei richiedenti e sulle finalità effettive dei prestiti.
Le ipotesi investigative parlano di un sistema in cui le procedure interne di controllo sarebbero state aggirate o applicate in modo superficiale. In particolare, le verifiche previste dalla normativa antiriciclaggio e antifrode non sarebbero state effettuate o sarebbero state svolte solo formalmente, consentendo così l’erogazione di ingenti somme di denaro a soggetti che, in alcuni casi, non avrebbero avuto i requisiti necessari.
Uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta riguarda proprio la mancata analisi delle finalità dei finanziamenti: per gli inquirenti, non sarebbe stato chiarito come e per cosa i fondi sarebbero stati utilizzati, aprendo il sospetto che il denaro potesse essere destinato a operazioni diverse da quelle dichiarate o, in alcuni casi, a coprire situazioni finanziarie già compromesse.

L’indagine coinvolge imprenditori che a Roma si sono costruiti una reputazione, attivi in diversi settori economici. Le 18 società finite sotto la lente della magistratura rappresentano una parte significativa del tessuto imprenditoriale locale e, proprio per questo, l’inchiesta ha acceso i riflettori sul sistema del credito e sui meccanismi di concessione dei finanziamenti alle imprese.
La Procura sta ora lavorando per ricostruire l’intera filiera delle decisioni che hanno portato alla concessione dei prestiti: dai rapporti tra banca e clienti, fino alle eventuali responsabilità interne nella gestione delle pratiche.
Gli accertamenti sono ancora in corso e non si esclude che il numero degli indagati possa aumentare. L’obiettivo degli investigatori è chiarire se si sia trattato di singoli episodi di negligenza o di un meccanismo strutturato, capace di muovere decine di milioni di euro aggirando i controlli previsti dalla legge.
Lo scandalo rappresenta un nuovo campanello d’allarme sul fronte della vigilanza bancaria e del rapporto tra istituti di credito e imprese, in una fase economica in cui l’accesso al credito è cruciale ma deve necessariamente avvenire nel rispetto delle regole.




