- Le indagini partite da Colleferro. Un sessantenne residente nell’area dei Castelli Romani è stato raggiunto da un decreto di sequestro preventivo per oltre 104.000 euro, somma che avrebbe percepito indebitamente negli ultimi anni sotto forma di pensione di invalidità civile e indennità di accompagnamento come cieco assoluto
di Luigi Alerti
Colleferro 2 maggio 2026 -bA eseguire il provvedimento sono stati i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Velletri.

Le verifiche sono state avviate dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Colleferro, in collaborazione con la Polizia Locale di un Comune dei Castelli Romani, dopo che l’uomo aveva richiesto un pass per disabili da esporre sulla propria vettura. Un comportamento già anomalo per un soggetto formalmente non vedente.
Pochi giorni dopo, però, il sessantenne ha contattato la Polizia Locale per segnalare presunte irregolarità commesse da altri automobilisti… mentre si trovava alla guida della propria auto. Un dettaglio che ha immediatamente insospettito gli agenti.
Gli approfondimenti investigativi hanno documentato che l’uomo era perfettamente in grado di:
- guidare autovetture in autonomia;
- camminare senza alcun ausilio;
- attraversare la strada senza difficoltà;
- svolgere attività quotidiane incompatibili con la condizione di cecità assoluta.
Le verifiche hanno inoltre rivelato che il soggetto aveva rinnovato la patente nel 2020 senza prescrizioni mediche e, nel 2024, aveva addirittura presentato una richiesta per ottenere un porto d’armi a uso sportivo.
Alla luce delle prove raccolte, la Procura della Repubblica di Velletri ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca delle somme indebitamente percepite, quantificate in oltre 104mila euro.
L’uomo è stato denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato, reato che prevede pene severe per chi ottiene erogazioni pubbliche senza averne diritto.
L’operazione rientra nella costante attività delle Fiamme Gialle volta a tutelare la spesa pubblica e a contrastare gli abusi che sottraggono risorse a chi ne ha realmente bisogno.
Come previsto dalla legge, la colpevolezza dell’indagato potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva.




