- Un’iniziativa sperimentale del Sistema Castelli Romani per i giovani ristoratori del territorio
di Consorzio Sistema Castelli Romani
Castelli Romani 6 febbraio 2026 – Il futuro di un territorio può nascere anche attorno a un tavolo, “impastando” idee, ascolto e visioni condivise.
È da questa convinzione che nasce “Cooking the Future”, l’iniziativa sperimentale ideata dal Consorzio Sistema Castelli Romani e rivolta ai giovani ristoratori e innovatori della cucina locale. L’appuntamento è per martedì 17 febbraio dalle 9:00 alle 16:00 presso la Sala Gangemi della Biblioteca di Genzano di Roma, in Viale Giuseppe Mazzini 12.

Non un convegno tradizionale, né una masterclass, ma un incontro di scambio e progettazione collettiva che utilizzerà il metodo LEGO® Serious Play®: una pratica di facilitazione che, attraverso il gioco e la costruzione con i mattoncini LEGO®, aiuta a far emergere idee, strategie e visioni condivise. Perché «giocare, costruire, smontare e ricostruire è spesso il modo più serio che abbiamo per pensare il futuro», afferma Carlo Spellucci, Lead Facilitator South Europe in the LEGO® Serious Play® Methodology at Rasmussen Consulting, che condurrà l’incontro.
Tra i partecipanti anche Sara Scarsella e Matteo Compagnucci, del ristorante Sintesi di Ariccia, insignito della Stella Michelin, che hanno il merito di aver dato il primo imput all’ideazione dell’incontro.
L’idea ispiratrice è che, anche partendo dalla cucina, si possa reimmaginare un territorio, riscoprirne le radici e al tempo stesso proiettarlo in avanti. Un’originalità intesa nel senso più profondo del termine: nuova, ma radicata alle origini.
Un lavoro paziente, fatto di ascolto prima ancora che di proposta, di gesti semplici messi nel posto giusto, capaci – se sommati – di cambiare il “sapore” complessivo dei Castelli Romani.
«Non stiamo inseguendo l’effetto speciale né l’evento fine a sé stesso – sottolinea Giacomo Tortorici, Direttore del SCR – ma lavoriamo su tempi lunghi, su cose che sembrano piccole e che invece, insieme, possono generare trasformazioni reali. Con una fame buona, quella che non divora, ma spinge a cercare il cibo migliore».




