- I recenti eventi meteorologici che hanno colpito sud ed isole hanno fatto emergere la divisione tra due Italie concepita da un’agenda politica che non si nasconde più.
Lettera aperta di Bianca Laura Granato
Roma 31 gennaio 2026 – Un’agenda che ha condannato il sud e le isole ad un destino di sfruttamento becero e di abbandono al comparto militare di potenze straniere.
Senza investimenti per decenni, il territorio abbandonato a se stesso inizia a dare evidenti cenni di cedimento. Così in Sicilia l’intero paese di Niscemi con tutte le strade di accesso è diventato inagibile dopo qualche giorno di pioggia e di vento forte.

Scoppia la polemica del ponte, un’opera inutile e pericolosa, servita solo a drenare risorse che invece avrebbero dovuto essere devolute a ripristinare la viabilità interna delle due regioni, in condizioni da terzo mondo. Ma diventa solo l’ennesima bandiera per accendere la divisione tra destra e sinistra.
Infatti per chi non lo ricordasse il ponte sullo stretto era rientrato nel PNRR già ai tempi del Conte bis. Ora fingono di essere altro, ma sappiamo che l’agenda politica dei due schieramenti non è affatto cambiata.
I fondi destinati un tempo ai territori sono stati dirottati verso l’UE la quale ne dispone poi con pesanti condizionalità che favoriscono anziché le aree svantaggiate il loro sfruttamento da parte delle multinazionali.
Non è un caso che le aree più strategiche geopoliticamente del nostro Paese siano quelle in cui paradossalmente si investe di meno.

L’intento è quello del depopolamento che facilita la loro svendita alla compagnia delle Indie del XXI secolo, quella dei fondi finanziari, che con quattro soldi vogliono acquisire tutto, dalle coste agli immobili, costruiti col sudore di tanti lavoratori ed emigranti, alle aree interne per l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici.
Il destino delle isole è palesemente quello di fungere da piattaforma militare per USA e NATO.
Per comprendere come siamo arrivati a questo punto, bisogna ricordare con quali reali intenti , per quali effettivi interessi e da chi è stata effettivamente realizzata l’unità d’Italia. Le potenze di mare anglosassoni e statunitensi durante la seconda guerra mondiale hanno poi stretto accordi con la criminalità organizzata concedendole carta bianca nel soffocare qualsiasi iniziativa economica atta a risollevare le sorti delle popolazioni del sud.

Questo accordo di cui si possono cogliere le tracce nel trattato di Parigi, ha portato ad una vera e propria guerra non convenzionale, che è servita dalla strage della Portella della Ginestra a oggi a tenere sotto scacco la classe dirigente del nostro Paese, per impedirle di avere una politica estera autonoma.
La gente che vive in queste terre è stata ingiustamente colpevolizzata dei danni subiti con l’ausilio dei media, peggiori complici del vincolo esterno, accusata di condotte colluse, omertose, complici, accattone e sprecone, quando invece la corruzione della classe dirigente e delle istituzioni complici delle potenze straniere è la vera responsabile della rovina del sud ed isole. Il fatto che la gente vi si sia adattata per necessità è la triste conseguenza.
D’altronde il sud non ha mai potuto scegliere una classe dirigente all’altezza: finanche i partiti sono stati sempre commissariati e manovrati da Roma affinché ad emergere fossero non più che obbedienti mezze calzette, immancabilmente corrotte e ricattabili.
Un’agenda che viene da lontano, che non vuole che l’Italia sia un paese unito e forte, che abbia il ruolo che merita per la sua posizione privilegiata sul mediterraneo.
Dobbiamo essere sottomessi agli USA, al Regno Unito e all’UE. Pensate se non avessimo questi vincoli dove saremmo arrivati.
Così visioni politiche limitate di campanile come quelle della Lega hanno favorito l’abbandono del sud al suo destino in cambio di provvisorio benessere ed investimenti nei loro territori. I ristretti orizzonti in cui hanno scelto di muoversi non hanno loro consentito di comprendere che rinunciando al Sud e alle isole avrebbero perso una miniera d’oro, che non a caso altri invece ambiscono a mantenere sotto il proprio controllo.
Non solo i leghisti hanno portato avanti questa politica vile e miope, anche PD e FI hanno agito di pari passo. Basti vedere quanti investimenti infrastrutturali sono annualmente effettuati negli accordi di programma per il sud e per il nord, che percentuale del PNRR è stata spesa al nord rispetto al sud. Si capisce che dietro c’è un programma ben preciso.
Quello che non hanno fatto i mafiosi, le lobby, le istituzioni lo hanno poi fatto i commissariamenti, che hanno letteralmente bloccato l’accesso a qualsiasi finanziamento europeo.
I magistrati più zelanti infatti vengono sempre mandati al sud anche per grosse e visibili retate di bassa manovalanza della criminalità organizzata (i colletti bianchi non li tocca nessuno), mentre dai centri dove si trae realmente beneficio dai loschi traffici vengono tenuti prudentemente alla larga.
Qualcuno oggi anela ad un intervento di Trump per far piazza pulita dell’Ue.
Siamo sicuri che il suo reale intendimento vada nella direzione di favorire la nostra libertà e non del suo esclusivo interesse a indebolire un rivale economico e finanziario con cui gli USA sono indebitati fino al collo?
Ha mai lasciato intendere che sgombrerà la Sicilia dal MUOS, e tutto il Paese dalle basi militari USA e NATO? Ci libererà lui dall’odioso vincolo esterno che ci restringe gli orizzonti economici e preclude conquiste sociali? Riusciremo a tornare sovrani grazie a lui?
La risposta a questa domanda appare scontata, la troviamo nella storia.
Quando mai un popolo subalterno che si pone come tale ha tratto vantaggio dall’intervento di una potenza egemone? Non abbiamo ancora imparato la lezione dell’Unità d’Italia sotto l’egida della massoneria anglosassone e la lezione della cosiddetta liberazione dal nazifascismo con tutti i suoi strascichi attraverso la strategia della tensione fino ad oggi?
La storia ci dice che la nostra strada è un’altra. Quella che ci unisce ad altri popoli oppressi dalla stessa mano abusante e violenta di chi controlla l’agenda mondialista del potere.
A quelli noi dovremmo unirci, ai popoli mediterranei da sempre sottomessi a logiche imperialiste altrui e alla Federazione Russa, come garante di un nuovo progetto multipolare.
Se per un attimo chiudessimo gli occhi e le orecchie ed aprissimo la mente, avremmo un destino molto diverso da quello che oggi ci sembra ineluttabile.
Ci vogliono solo testa e cuore.




