Incendio in una discarica abusiva; forte anche l’odore di gomma e plastica bruciata. Vigili del fuoco al lavoro con diverse squadre; sul posto anche carabinieri. Comune in contatto con Asl Roma6 e Arpa; le raccomandazioni
di Redazione
Ardea (Rm) – Incendio scoppiato alle prime ore di questa mattina 8 aprile in un terreno che si trova in via Montagnano, a ridosso della Pontina, una discarica non autorizzata in cui si trovavano pneumatici usati e altro materiale di vario genere accatastato.
«Sembra che gli incendi presso i depositi di rifiuti arrivino ormai puntuali con l’arrivo della primavera e dell’estate. Stamattina è stato il turno di uno stoccaggio di pneumatici ad Ardea. Ma prima – solo per citarne alcuni – ricordiamo la EcoX a Pomezia, la Loas ad Aprilia e solo lo scorso anno a Ciampino. Tutto ciò sta diventando quantomeno anomalo, se non allarmante», dichiara in una nota Alessandra Zeppieri, Consigliera regionale del Lazio per il Polo Progressista.

L’area era di proprietà del titolare della EcoX (discarica bruciata nel 2017), ormai morto, e pertanto in custodia ad altri., mai bonificata.
Una nube molto alta e vasta si è elevata nel territorio dei comuni vicini e pertanto si raccomanda alla popolazione residente nelle zone limitrofe a quella dell’incendio di tenere le finestre chiuse, proteggendo le vie respiratorie soprattutto nei soggetti con fragilità e maggiormente esposti.
La carenza impiantistica per il trattamento rifiuti aumenta di certo la probabilità che questi episodi avvengano, e come sempre le indagini dovranno accertare eventuali responsabilità e soprattutto se si tratta di impianti regolarmente autorizzati o meno.

La consigliera regionale Alessandra Zeppieri in una nota afferma: “Quello che auspico è che, se si arriverà all’individuazione di responsabili, si proceda anche con le sanzioni pecuniarie affinché non sia solo la cittadinanza a farne le spese». «Oggi assisteremo come sempre a un susseguirsi di dati Arpa che ci dirà che la situazione è nella norma, dimenticando però come sempre che la diossina, per esempio, non dovrebbe esistere in natura e pertanto non hanno limiti di riferimento».
«Seguirò con attenzione le evoluzioni dopo il rogo di stamattina, ascoltando innanzitutto la cittadinanza colpita direttamente dallo spiacevole risveglio».
Esistono strumenti regionali, dagli studi epidemiologici a quelli tossicologici, fino alla dichiarazione di aree a rischio ambientale, che possono ottimizzare tempi ed efficacia del dovuto risanamento e si possano iniziare ad applicare in questi casi.





