- Circa 130 violazioni accertate allo scalo romano. Due passeggeri denunciati penalmente per contrabbando doganale.
- Nel mirino anche le “cheap white”, sigarette illegali e pericolose per la salute. Sanzioni per 375.000,00 €uro
di Mario Dal Monte
Ciampino 24 marzo 2026 — Le Fiamme Gialle non mollano la presa sul traffico illecito di tabacchi all’aeroporto di Ciampino.
Una nuova operazione del Comando Provinciale di Roma — condotta dalla Compagnia di Ciampino in sinergia con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — ha portato al sequestro complessivo di circa 140 chilogrammi di sigarette di contrabbando, all’accertamento di circa 130 violazioni e all’irrogazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 375.000 euro.

I controlli, mirati e calibrati sulla base di specifiche analisi di rischio, hanno riguardato i passeggeri in arrivo sul territorio nazionale, sia da Paesi extra-Ue che dall’area comunitaria. Nella grande maggioranza dei casi riscontrati, i quantitativi di tabacchi trasportati eccedevano i limiti consentiti dalla normativa unionale e nazionale.
I casi più gravi hanno portato alla denuncia all’Autorità giudiziaria di Roma per contrabbando doganale: due passeggeri sono stati fermati rispettivamente con 21 e 16 chilogrammi di sigarette al seguito.
Quantitativi di gran lunga superiori ai limiti di legge che, secondo gli inquirenti, depongono per una destinazione commerciale del prodotto e non per uso personale. I procedimenti sono attualmente nella fase delle indagini preliminari: nei confronti degli indagati vige pertanto la presunzione di innocenza.
Tra gli obiettivi dichiarati dell’operazione vi è anche il contrasto alla diffusione delle cosiddette “cheap white” o “illicit white”: sigarette prodotte legalmente in alcuni Paesi ma introdotte di contrabbando in Italia e nell’Unione Europea per aggirare il prelievo fiscale.
Si tratta di prodotti che, oltre a causare rilevanti danni all’erario, sono potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori in quanto spesso privi di controlli qualitativi e dei contrassegni fiscali di Stato.
L’operazione di Ciampino si inserisce in un quadro nazionale che vede il contrabbando aeroportuale in decisa espansione. Solo nel 2025, negli scali romani, sono state sequestrate oltre 15.000 stecche di sigarette — pari a oltre 3.000 chili — per un totale di oltre 2 milioni di euro in sanzioni amministrative.
Il fenomeno non riguarda solo la Capitale. Dall’inizio del 2026, i finanzieri del Gruppo Malpensa e i funzionari doganali hanno sequestrato oltre 1.050 chilogrammi di tabacco e melassa per narghilè, denunciato 27 passeggeri e irrogato sanzioni per circa 5,3 milioni di euro.
A spingere il mercato illegale è anche la leva del prezzo: la destinazione del tabacco illegale è perlopiù il nord Europa, dove un pacchetto di sigarette costa anche più del doppio rispetto all’Italia, rendendo lo smercio di prodotti contraffatti particolarmente redditizio.

Il quadro romano è ulteriormente aggravato dalla presenza di strutture produttive clandestine nell’hinterland della Capitale. A Cassino, lo scorso settembre, i finanzieri hanno scoperto un bunker sotterraneo che ospitava la più grande fabbrica di tabacchi clandestini mai sequestrata in Europa, con tre linee produttive capaci di sfornare sette milioni di sigarette al giorno.
Il successo dell’operazione a Ciampino si fonda su un metodo collaudato: la selezione dei soggetti da sottoporre a controllo, operata attraverso un dispositivo di vigilanza che analizza le cosiddette “tratte a rischio” e individua profili connotati da specifici indici di pericolosità.
La collaborazione strutturata tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane è stata ulteriormente rafforzata da un protocollo d’intesa tra le due amministrazioni, rinnovato il 28 maggio 2025 e finalizzato al coordinamento operativo per il contrasto del contrabbando e degli altri traffici illeciti connessi alla circolazione delle merci ai confini dell’Unione europea.
L’attività rientra nel più ampio dispositivo di controllo economico del territorio che le Fiamme Gialle esercitano sugli scali aeroportuali della Capitale, con l’obiettivo di proteggere sia le entrate fiscali dello Stato che la salute dei cittadini dall’introduzione di prodotti privi di ogni garanzia qualitativa.




