22 Ottobre 2026

Ven. Filippo Visi da Velletri, un figlio del popolo verso gli onori dell’altare

  • Martedì 19 Maggio 272° anniversario (1754-2026) della morte del Ven. Filippo Visi
  • Celebrazione alle ore 18.30 presso la chiesa di San Martino a Velletri di una Santa Messa per la sua glorificazione

di Alessandro Filippi


Velletri 15 maggio 2026 – Martedì 19 Maggio, saranno 272 anni dal transito del Venerabile Filippo da Velletri, avvenuto presso l’infermeria del Convento di Santa Maria in Aracoeli a Roma, il 19 Maggio 1754 all’età di 50 anni.

Per implorare dal Signore la sua glorificazione sarà celebrata nella Chiesa di San Martino dove venne battezzato una Santa Messa con inizio alle ore 18.30. Filippo era un figlio del popolo veliterno: nacque il 3 Marzo del 1704 in una casa ancora visibile al numero 1 di Via della Trinità a ridosso del Palazzo Borgia e della Badia della Trinità ai margini del quartiere ebraico.

Figlio di Giovanni Lorenzo e Caterina Bauco che lo ebbero in tarda età dopo circa vent’anni di matrimonio. Trascorreva le sue giornate festive nella Chiesa di San Martino insegnando catechismo ai bambini, sedeva all’organo per la Messa cantata.

Fece parte di quella che all’epoca era la Confraternita della Carità oggi dell’Orazione e Morte della quale fu anche Camerlengo. Rimasto presto orfano di madre, venne iscritto dal padre al Collegio dei Dottrinari ai Santi Pietro e Bartolomeo.

Dai buoni religiosi apprese i primi rudimenti del sapere, divenendo molto presto maestro elementare. Aprì in casa a Via della Trinità una scuola nella quale insegnava ai bambini gli stessi primi rudimenti appresi dai Dottrinari.

Dopo la morte del padre avvenuta nel 1733 venduti tutti i suoi beni materiali bussò al convento di San Francesco a Cori chiedendo di vestire l’abito dei Minori. Aveva destinato il ricavato della vendita dei suoi beni all’incremento della biblioteca del Convento di San Lorenzo. Compiuto il primo anno di noviziato venne mandato al ritiro di San Francesco di Bellegra dove completò il percorso verso la professione solenne.

Il Vescovo veliterno Fabrizio Borgia lo ordina sacerdote nella Cattedrale di Ferentino. Fu guardiano nei Conventi di Valentano e Palombara. Trascorse la sua vita da religioso nel rispetto della regola serafica e nel santo timor di Dio, infliggendosi pesanti pentitenze.

Minato dalla tisi, dopo un breve soggiorno nel Convento di Sant’Angelo Romano muore a soli 50 anni all’infermeria del Convento dell’Aracoeli.

Dopo la sua morte si sono verificati dei “fatti miracolosi” attribuiti alla sua intercessione. Questo indusse l’apertura del processo per la sua beatificazione. Nel 1832 il Papa Gregorio XVI lo dichiara venerabile. Il primo gradino del cammino verso l’altare.

Per ottenere la sua beatificazione è necessario un ulteriore miracolo riconosciuto. La Messa che sarà celebrata Martedì pomeriggio a San Martino “serve” per implorare questa grazia dal Signore e vederlo finalmente elevato agli onori dell’altare.

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