- Le malattie rare non hanno età: a Roma si è discusso del fenomeno dell’ageismo sanitario
di Bruno Trinca
Roma (Rm) – Le malattie rare colpiscono oltre 2 milioni di persone in Italia, ma troppo spesso gli anziani restano ai margini del sistema di cura. Se una malattia rara esordisce in età avanzata, ottenere una diagnosi può diventare un percorso a ostacoli: visite ripetute, diagnosi sbagliate e tempi d’attesa lunghissimi. Un problema serio, visto che in Italia quasi una persona su quattro ha più di 65 anni.

A Roma, durante un evento dedicato, istituzioni ed esperti hanno denunciato un fenomeno sempre più preoccupante: l’ageismo sanitario, ovvero la tendenza a trascurare i bisogni clinici degli anziani solo per via dell’età. Questo pregiudizio può portare alla mancata diagnosi e a cure inappropriate o assenti.
“Per una persona anziana, già fragile e spesso affetta da altre patologie, un’attesa prolungata può tradursi nella perdita definitiva della possibilità di accedere a cure efficaci, con un impatto profondo sulla qualità della vita e sull’autonomia”.
Cosa serve? Più formazione per i medici su queste malattie, maggiore accesso ai test genetici, una rete di centri specializzati distribuiti in modo più equo sul territorio e un lavoro di squadra tra medici di base, specialisti, ospedali e assistenza domiciliare.
Le malattie rare non guardano l’età, e nemmeno dovrebbe farlo il nostro sistema sanitario. Ogni persona, indipendentemente dagli anni che ha, ha diritto a una cura giusta e tempestiva.
Infine, è di primaria importanza una formazione adeguata del personale sanitario per migliorare la diagnosi e la gestione delle malattie rare, soprattutto nella popolazione anziana. La scarsa conoscenza di queste patologie e dei loro sintomi spesso atipici porta a ritardi diagnostici e a cure inappropriate.
Servono percorsi formativi specifici, aggiornati e multidisciplinari, che includano anche l’età avanzata come variabile clinica da considerare. Rafforzare le competenze significa anche promuovere una presa in carico più equa, tempestiva e centrata sul paziente.




