15 Gennaio 2026

Maxi sequestro di papavero da oppio: 15mila bulbi scoperti dalla GdF

  • Arrestato un cittadino indiano che li teneva in casa a Terracina; lo stupefacente viene spesso usato per lenire le fatiche del lavoro nei campi
  • Emergenza droga e caporalato nell’intero territorio pontino

di Mario Dal Monte


Latina 9 gennaio 2026 – Un’operazione antidroga della Guardia di Finanza di Latina ha portato al sequestro di circa 15mila bulbi di papavero da oppio nel territorio di Terracina, riportando l’attenzione su un fenomeno sommerso ma sempre più diffuso, spesso intrecciato allo sfruttamento del lavoro agricolo e al caporalato.

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina, nel corso di un ordinario controllo su una strada periferica della città, hanno fermato un uomo di nazionalità indiana. L’atteggiamento particolarmente nervoso e lo stato di agitazione mostrato dal soggetto hanno insospettito i finanzieri, che hanno deciso di approfondire gli accertamenti.

Le verifiche sono proseguite con una perquisizione domiciliare, che ha consentito di rinvenire l’ingente quantitativo di bulbi di papavero da oppio, sigillati in apposite buste e occultati all’interno di sacchi di plastica, pronti presumibilmente per la distribuzione.

La sostanza sequestrata rientra tra quelle vietate dalla normativa sugli stupefacenti, in quanto dal papavero da oppio si ricavano derivati con forti effetti narcotici e sedativi.

Secondo quanto emerso dalle indagini, questo tipo di prodotto può essere consumato in diversi modi: masticato direttamente, sminuzzato e fumato, oppure assunto sotto forma di infuso. Modalità di utilizzo che ne facilitano la diffusione soprattutto in contesti di marginalità sociale.

Il sequestro si inserisce in un quadro più ampio e preoccupante, che vede l’uso del papavero da oppio legato allo sfruttamento della manodopera agricola. Come noto, le sue proprietà narcotiche vengono spesso sfruttate per attenuare la fatica psico-fisica di turni di lavoro massacranti.

In diversi casi documentati, tali sostanze vengono addirittura fornite dai “caporali” ai braccianti, come strumento di controllo e assoggettamento, alimentando un circuito perverso di dipendenza e sfruttamento.

Il soggetto fermato, risultato irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato e sottoposto a misura cautelare in carcere, mentre proseguono le indagini per accertare eventuali collegamenti con reti di spaccio o con sistemi organizzati di caporalato presenti nell’area pontina.

L’operazione della Guardia di Finanza rappresenta un duro colpo a un traffico poco visibile ma altamente pericoloso, confermando l’impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto non solo allo spaccio di sostanze stupefacenti, ma anche ai fenomeni criminali che alimentano lo sfruttamento del lavoro e la violazione dei diritti fondamentali delle persone.

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