Noi Domani Velletri replica all’Amministrazione e suscita un vespaio per il caso ‘Marinella’

Critiche, malumore e scontento continua a serpeggiare per la chiusura del Centro di Ascolto Marinella, nonostante il Sindaco Cascella abbia dato giusta spiegazione della decisione presa

di Redazione


Velletri (Rm) – Le dichiarazioni che il Sindaco Cascella ha rese pubbliche, anche tramite il nostro servizio online, hanno nell’immediato scatenato una serie di risposte sia dei cittadini sia delle opposizioni, facendo del caso ‘Marinella’ una questione anche politica oltre che sociale.

Il primo commento è venuto dalla consigliera Giulia Ciafrei di Noi Domani Velletri che ha voluto ribattere al Sindaco punto per punto, ritenendo doveroso “fare qualche precisazione dopo l’affannosa risposta di Cascella.”, esprimendosi in tal modo:

“Lo sportello antiviolenza è stato aperto a seguito di un avviso pubblico aperto il 1 gennaio 2022 non di una convenzione. Il servizio, come da gara, era in scadenza a dicembre 2023 pertanto per il prosieguo si sarebbe dovuta fare una nuova gara, o una proroga tecnica alla cooperativa vincitrice.

L’amministrazione Pocci lo aveva previsto, stanziando le somme necessarie sull’ultimo bilancio di previsione sia per il 2024 che per il 2025. Perciò la scelta di chiudere lo sportello è tutta politica e dell’Amministrazione Cascella. L’ attività dello sportello antiviolenza, della task force e della procura non sono sovrapponibili. Possono e devono integrarsi ma ognuna ha funzioni, ruoli e svolge attività diverse.

Nell’attesa che altri ambiziosi progetti si realizzino cosa succederà? Era forse il caso di mantenere un presidio sul territorio? Lo sportello della Procura è uno strumento di orientamento tenuto in modo circolare dagli avvocati della procura e non prevede una totale presa in carico.

Uscire dalla violenza prevede una totale presa in carico della persona progettando con la donna l’uscita da questa condizione. Anni di violenza significano anni di svalutazione del sé e attraverso lo sportello e i centri antiviolenza si cerca di fare riemergere i loro punti di forza, di sostenerle con colloqui e attività che sono in capo non solo alle psicologhe ma anche alle operatrici.

Inoltre lo sportello aveva un numero attivo H24 ed era inserito in un progetto più ampio che è appunto anche quello con la procura. Avere un presidio di prossimità permetteva di fare un lavoro capillare. Avere un presidio di prossimità permetteva di agganciare le donne e avere la loro fiducia per iniziare e soprattutto portare a termine un percorso. Perché chiudere un servizio che avrebbe avvantaggiato un lavoro di rete non ancora attivo? Perché chiudere un servizio e non utilizzarlo per lavorare con una continuità sul tema? Perché togliere e non aggiungere e potenziare in un momento sociale così critico?

Inoltre a oggi i servizi di cui parla Cascella non sono ancora attivi e quelli che funzionano vengono chiusi. E della commissione pari opportunità ancora nessuna traccia o attività. Invece di rispondere piccato il Sindaco farebbe bene ad affrontare i problemi reali dei cittadini.”

A tali affermazioni si sono unite anche le lamentele di donne che ben conoscono cosa significa violenza, in tutte le forme in cui si manifesta. Alcune hanno addirittura incitato a prendere posizione contro la volontà dell’Amministrazione, come Teresa Germani che ha postato sui social: “Bè questa decisione merita la reazione delle donne…datevi da fare ragazze e chi ragazza non lo è più.. protestate accettare tutto senza dire nulla rende schiavi. PROTESTATE UNITEVI andate sul comune. MA LE FEMMINISTE CHE FINE HANNO FATTO… SIETE VIVE?”

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