Oppenheimer e i giovani, riflessioni per una ‘rigenerazione urbana’

La programmazione del film Oppenheimer dà spunto per riflettere sulle politiche sociali e giovanili


Velletri (Rm) – Sabato 26 Agosto, un’afa che non fa respirare, molte le iniziative “culturali” a titolo gratuito sparse un pò ovunque su tutto il territorio, una a pagamento della durata di tre ore, dalle 21 alle 24: è il film Oppenheimer in proiezione al cinema Ambra Multiplex di Velletri.

Decido di optare per il film Oppenheimer, e con immensa gioia vengo coinvolto  da una piacevole sorpresa, un pubblico di oltre 140 ragazze e ragazzi (numeri verificati al botteghino), età media circa 25 anni, tutti interessatissimi a seguire il film, senza i fastidiosi squilli  degli smartphone e delle urgenze della risposta. Non i soliti personaggi che frequentano ripetitivamente le tante iniziative estive, età media oltre i 50 anni, bensì tante ragazze e ragazzi che pagano per assistere alla rievocazione cinematografica di un dramma umano dell’altro secolo. Numeri che meritano la dovuta considerazione quando si trattano i dati ISTAT sulla composizione e l’orientamento sociale, che dovrebbero essere alla base di ogni decisione sui futuri investimenti per una politica culturale attenta alle nuove generazioni.

Tante sono le recensioni al film Oppenheimer che si possono leggere in questi giorni, alcune di critici cinematografici, altre di intellettuali e scienziati più o meno noti. Il film va visto prima di parlarne e trattandosi della storia di un progetto militare portato avanti da un gruppo di scienziati americani, coordinati dal fisico J. Robert Oppenheimer, in condizione di coercizione più o meno accettata da tutti, andrebbe anche studiata la storia dell’epoca e qualche nozione elementare della fisica dell’epoca.

Ma non è del film che vogliamo parlare, il film va visto e basta. E’ il fenomeno degli spettatori che sicuramente merita attenzione, soprattutto dalle forze politiche con delega ai servizi sociali e alle politiche giovanili. La domanda è d’obbligo: cerchiamo di capire come mai tanto interesse da parte di coloro che sono chiamati a governare lo sviluppo futuro della Comunità.

La testimonianza del 26 Agosto richiama alla mente analoga testimonianza di sabato 5 Agosto. Tornando verso il parcheggio adiacente la stazione ferroviaria di Velletri e attraversando i giardini pubblici Matteo Demenego, adiacenti a viale Marconi, si notava che mentre parte dell’Amministrazione era impegnata a festeggiare Calici sotto le Stelle a Piazza Mazzini, un gran numero di ragazze e ragazzi si ritrovavano nei giardini pubblici Matteo Demenego, per poi avviarsi verso il vicino McDonald’s e/o Burger King, muovendosi a piedi sul percorso pedonale di Viale dei Volsci, notoriamente pericoloso per i pedoni, anche se sempre più spesso riconosciuto come il “Nuovo Corso”. Velletri 2030 nel mese di Febbraio 2023 segnalò l’urgenza di un intervento pubblico a favore della sicurezza dei pedoni, senza risposta.

A questo punto ci si chiede se vogliamo prendere coscienza che la Comunità è un organismo vivente, che si modifica e si adatta nel tempo oppure vogliamo continuare a ragionare in termini di vecchi stereotipi che hanno fatto il loro tempo? Ogni intervento andrebbe fatto guardando al futuro, non rivolgendosi ad un passato che non c’è più. A maggior ragione tutti quegli interventi che vanno catalogati sotto il nome di “Rigenerazione Urbana”.

Il bisogno di ammodernare le infrastrutture delle nostre città, le esigenze sempre più stringenti in termini di mobilità e la necessità di rendere le città più “abitabili”, soprattutto nelle aree periferiche, hanno messo in primo piano l’esigenza di un nuovo modo di intendere e concepire l’area urbana. A tutte queste istanze si è cercato di dare risposta negli ultimi tempi con il concetto di “rigenerazione urbana”.  

Come il Presidente Sergio Mattarella ha recentemente affermato: “… dobbiamo stare dentro il nostro tempo, non in quello passato, con intelligenza e passione ….”

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