10 Marzo 2026

Otto arresti tra Castelli e Litorale per peculato e raggiri a danno di anziani

  • Un sistema illecito radicato, due amministratrici di sostegno al centro dell’inchiesta, una comunità per anziani completamente abusiva a Nettuno come punto di partenza, e almeno 500mila euro sottratti a persone fragili

di Mario Dal Monte


Castelli e Litorale 18 febbraio 2026 – Il quadro emerso dall’operazione dei Carabinieri del NAS di Roma, su disposizione del GIP del Tribunale di Velletri, ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari tra Castel Gandolfo, Ariccia, Albano e Marina di Tor San Lorenzo.

Tutto ha avuto inizio nella primavera del 2024, quando un parente di un anziano ospite ha denunciato gravi irregolarità in una comunità alloggiativa di Nettuno.

L’ispezione del NAS ha confermato che la struttura era totalmente abusiva, priva di autorizzazioni e senza personale qualificato. Al suo interno vivevano sei persone con disabilità, ospitate in condizioni non idonee e senza i requisiti minimi di abitabilità. Gli ospiti sono stati immediatamente ricollocati e l’immobile posto sotto sequestro.

Le due amministratrici di sostegno responsabili di alcuni degli ospiti sono state subito deferite per abbandono di incapace, primo tassello di un’indagine che si sarebbe rivelata molto più ampia.

Le successive indagini — analisi di conti correnti, movimenti bancari, verifiche patrimoniali e attività tecniche — hanno fatto emergere un meccanismo sistematico di appropriazione indebita ai danni di anziani e soggetti fragili.

Le accuse principali: Peculato, Falso, Circonvenzione di incapace e Abbandono di incapace (fase iniziale dell’inchiesta)

Le due amministratrici di sostegno, nominate dai Tribunali di Velletri e Roma, gestivano le risorse economiche di numerosi assistiti, tra cui pensioni di invalidità e assegni di inclusione, senza alcuna contabilità formale. Solo una minima parte del denaro veniva destinata ai bisogni degli anziani, spesso lasciati senza persino l’essenziale: biancheria, cure mediche, visite specialistiche.

Attorno alle due amministratrici operava un gruppo composto da sei parenti e conoscenti, tutti gravitanti: su un’associazione di volontariato con sede a Grottaferrata e su un centro di assistenza pensionistica di Genzano.

Secondo gli inquirenti, parte del denaro sottratto veniva trasferito proprio a membri di queste realtà, alimentando un circuito illecito consolidato.

Le indagini hanno documentato un ventaglio di condotte fraudolente: come bonifici non giustificati dai conti degli assistiti; prelievi di contante; false dichiarazioni relative a prestazioni lavorative mai effettuate; assenza totale di rendicontazione; utilizzo delle somme per bisogni personali degli indagati. Il totale stimato delle somme sottratte supera 500mila euro.

Pertanto il GIP del Tribunale di Velletri, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto 2 custodie cautelari in carcere e 6 arresti domiciliari.

Le misure sono state eseguite tra i Castelli Romani e il litorale sud di Roma, in particolare a: Castel Gandolfo, Ariccia, Albano, Marina di Tor San Lorenzo

La Procura di Velletri ha definito il sistema come “una grave e continuata appropriazione indebita ai danni di persone incapaci di difendersi”.
Gli inquirenti parlano di un quadro “solido e coerente”, frutto di mesi di indagini e riscontri incrociati.

L’operazione del NAS ha portato alla luce un sistema criminale che sfruttava la vulnerabilità di anziani e persone con disabilità, approfittando della fiducia riposta in figure che avrebbero dovuto tutelarli.
La vicenda, partita da una denuncia isolata, ha rivelato un meccanismo esteso e organizzato, che ora dovrà affrontare il vaglio della giustizia.

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