- La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ha effettuato il maxi sequestro tra le province di Latina e Roma a carico di un narcotrafficante originario di Aprilia
- Il principale indagato è indicato come Patrizio Forniti, ritenuto figura apicale nel narcotraffico e definito da altri sodali “capo dei capi” nel territorio pontino
di Mario Dal Monte
Aprilia 20 febbraio 2026 – Operazione antimafia nel cuore del Lazio, dove la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ha messo i sigilli a un patrimonio stimato in circa dieci milioni di euro riconducibile a un presunto narcotrafficante ritenuto figura apicale della criminalità nel territorio pontino.

Il provvedimento, eseguito tra le province di Latina e Roma, riguarda immobili, società, terreni, auto di lusso, gioielli e disponibilità finanziarie, considerati dagli inquirenti il frutto di attività illecite legate soprattutto al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e ad altri reati tipici della criminalità organizzata.

Tra i beni più sorprendenti sequestrati spicca una grande villa in costruzione nelle campagne di Aprilia, progettata con finiture di pregio e circondata da ampi terreni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’abitazione era dotata di un bunker sotterraneo accessibile attraverso una botola nascosta nella cucina a muro, collegata a un lungo tunnel di fuga che avrebbe consentito al proprietario di sottrarsi a eventuali blitz delle forze dell’ordine.
Il principale destinatario del sequestro è Patrizio Forniti, indicato dagli investigatori come figura di vertice nel traffico internazionale di droga e definito da alcuni sodali il “capo dei capi” della provincia di Latina per il controllo delle attività criminali sul territorio.
Sul suo profilo criminale pesano precedenti per droga, armi, estorsione aggravata e associazione mafiosa.

L’uomo si era reso irreperibile nel 2024 insieme alla moglie durante un’indagine antimafia, ma è stato rintracciato nel novembre 2025 in Marocco e arrestato in attesa delle procedure di estradizione.
Le indagini hanno ricostruito negli anni un articolato sistema di interessi economici e societari che avrebbe permesso di accumulare un ingente patrimonio, ora sottoposto a sequestro preventivo per impedire che resti nella disponibilità dell’organizzazione.




