- La mostra, Money in Space dell’artista Paolo Monti 37788 ospita circa cento opere rappresentative dei principali cicli creativi sviluppati a partire dalla metà degli anni Ottanta
di Anna Morsa

Roma 24 luglio 2026 – Fino al 2 agosto 2026, il Padiglione 9B del Mattatoio di Roma, ospita “Paolo Monti 37788. Money in Space”
Una straordinaria mostra curata con rigore da Ada Lombardi e allestita eccellentemente dall’arch. Laura Monti, promossa dall’ Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, dall’ Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio di Roma.
L’allestimento guida il visitatore in un viaggio intellettuale e cosmico diviso per cicli, cento opere ripercorrono oltre quarant’anni di una ricerca pionieristica capace di fondere:
arte, tecnologia, astrofisica ed economia, che dialogano con lo spettatore di scienza e di umanesimo, attraverso codici artistici, fisici e matematici.
Il Ciclo del Denaro, di forte impatto concettuale. L’artista interviene fisicamente sulla banconota, attraverso processi di trasformazione, alterazione e distruzione, invitando a riflettere sulla tossicità del denaro e sulla sua possibile trasformazione quale strumento di relazione.

La materia monetaria, sbiancata chimicamente, viene privata del suo valore economico e speculativo per diventare una superficie bianca, un supporto umano su cui raccogliere firme, relazioni e messaggi.
Il denaro diviene così uno spazio di incontro, un veicolo di pace e di memoria umana.

Il Ciclo Termico, si focalizza sulla visualizzazione del calore, dell’energia biologica e delle radiazioni ambientali divenendo mezzi espressivi e testimoni di emozioni, attraverso supporti sensibili alla temperatura.
Flussi di calore, reagenti chimici e proiezioni dinamiche alterano le diapositive in tempo reale rendendo visibili i mutamenti invisibili dell’energia, lasciando intravedere le più nascoste emozioni.

Il Ciclo delle opere di Viaggio invita a riflettere sull’identità terrestre e sulla comunità di destino su scala planetaria. L’umanità condivide gli stessi rischi geologici, sanitari, nucleari ed è necessario sviluppare il senso di appartenenza e di fraternità universale attraverso le relazioni, l’incontro con l’altro.


L’opera di Monti si spoglia del suo valore commerciale per diventare scrittura collettiva, puro dono relazionale e strumento di pace, superando particolarismi nazionali e etnici, essa attraversa ben 13 Paesi lungo l’antica Via della Seta (Italia, Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan e Cina).

Conclude la visita il video “Teleconnessioni di pace. Costellazione a Propulsione di Connettività”, con l’opera di Monti firmata dall’astronauta Paolo Nespoli, lanciata nello spazio il 17 agosto 2011 dall’ASI attraverso il satellite EDuSat, primo Museo nello spazio, tracciata costantemente con il numero identificativo NORAD ID 37788 (nome d’arte adottato da Paolo Monti).
La mostra si rivela quale viaggio interspaziale creativo, quale segno di pace e unione universale che valica i confini e i cancelli delle singole nazioni terrestri.




