Si tratta dell’immagine di “San Giuseppe con Bambinello”. L’opera è stata restaurata grazie all’intervento dell’artista locale Luana Cuticchia
di Redazione
Lariano (Rm) – L’artista che ha preso con cura l’onere di restaurare la stampa su tela (cm 74×48) del pittore Giuseppe Bertini, di provenienza sconosciuta e datata intorno al 1890, ha voluto esternare attraverso i canali social la propria soddisfazione. “Ci sono voluti mesi di restauro certosino, è stato un lavoro problematico a causa delle condizioni dell’opera ma dopo tanti mesi ho potuto riconsegnare alla nostra amata Chiesa, nelle mani di Padre Felix, un’Opera a cui loro tenevano in modo particolare: “San Giuseppe con Bambinello”.

All’arrivo in laboratorio, infatti, la stampa era agganciata sul telaio, telaio in buone condizioni malgrado l’abbondante muffa. La stampa era rinforzata da una teletta posizionata nel retro a mo’ di sostegno e compromessa in vari punti, come, del resto la stampa, dalla presenza di muffa diffusa. Erano presenti, inoltre, un paio di strappi, uno dei quali abbastanza evidente.


LE IPOTESI DI INTERVENTO sono state:
- Distacco dal telaio
- Spolveratura fronte e retro
- Pulitura meccanica delle incrostazioni di sporco + velinatura per la salvaguardia del colore
- Pulitura del retro da sporco e muffa
- Sterilizzazione
- Sarcitura strappi + occlusione delle lacune
- Integrazione e, in vari punti, ricostruzione pittorica
- Livellamento cromatico delle incongruenze e delle scoloriture

LE VARIE FASI DI LAVORO:

- Come prima cosa si è proceduto con la spolveratura fronte-retro più pulitura meccanica dell’Opera per poi passare alla velinatura per la salvaguardia del colore.
- L’operazione seguente è stato il distacco della tela dal telaio.
- Si è proceduto quindi alla pulitura meccanica del retro con l’ausilio di pennellessa e bisturi da residui di sporco e di muffa.
- Si è deciso quindi di procedere con il rinforzo dei bordi applicando delle strisce di tela rinforzata con colla di coniglio e gesso, fissate alla tela della Stampa tramite un collante per tela e tramite pressione meccanica con l’ausilio di pesi e morsetti.
- A questo punto si è inserita la Stampa in un sacco con uno sterilizzante contro la muffa: Sali di Boro più Anacrosina, fatti naturalmente prima asciugare, lasciato il tutto fermo e chiuso per circa 20 giorni.
- Si è tolta, a questo punto, la velinatura che purtroppo non è riuscita a preservare il colore della Stampa che si è sbriciolato in buona parte sotto l’attacco massiccio della muffa.
- Si è proceduto comunque, con l’occlusione degli strappi chiudendo gli stessi, con pezzetti di tela trattata con colla di coniglio e gesso e si è riposizionata la tela al telaio precedentemente pulito e disinfettato anch’esso.
- Da qui, è iniziata l’integrazione pittorica quasi totale, a puntinismo e tratteggio con l’ausilio di foto dell’Opera originale trovate online, il tutto con colori ad olio professionali per restauro quadri: Maimeri + Winsor &Newton.
- infine si è proceduto all’incorniciatura eliminando il vetro che, insieme all’ambiente umido dove era collocato in origine, ha contribuito alla proliferazione della muffa.
I Materiali impiegati sono stati molteplici e in elenco sono stati:
- Contrad 2000
- Petrolio bianco
- Colla di coniglio
- Gesso
- Melassa
- Carta giapponese
- Vernice finale spray
- Colori a olio: Maimeri +Winsor & Newton
- Diluente sintetico Antinebbia (in sostituzione della Trementina)
L’opera restaurata è stata esposta a partire dal 17 Marzo all’interno della Chiesa Santa Maria Intemerata a Lariano.




