- Si accende lo scontro alla Pisana sul risarcimento al gruppo San Raffaele, riconducibile alla famiglia Angelucci, e le ricadute si sentono anche a Velletri, dove la casa di cura è chiusa da anni e la sua riapertura è oggetto di attese e sospetti
- Passa in Aula l’emendamento dell’opposizione sottoscritto dalla maggioranza. Sullo sfondo, la clinica di Velletri chiusa da oltre dieci anni e le polemiche sul possibile legame con la riapertura
di Milo De Filippis
Velletri 31 ottobre 2026 – La Regione Lazio è tenuta a dare esecuzione a una sentenza di ottemperanza del Consiglio di Stato del luglio 2026 che ha riconosciuto circa 60 milioni di euro a titolo di risarcimento, a cui si aggiungono circa 16,9 milioni di rivalutazione monetaria e gli interessi legali fino al pagamento.

Il contenzioso nasce dai tagli ai budget della sanità accreditata decisi nel 2010 dalla giunta Polverini. Secondo una ricostruzione Tar e Corte d’appello avevano respinto le richieste della clinica, poi il Consiglio di Stato ha incaricato un consulente tecnico d’ufficio, la cui perizia è stata accolta nel 2025.
Per Fanpage, il risarcimento è passato da poco più di 3 milioni, proposti inizialmente dalla Regione, a oltre 82 milioni. Le strutture interessate sono Cassino, Pisana e Termini.

Con la deliberazione di Giunta del 1° ottobre, firmata dall’assessore al Bilancio Giancarlo Righini, la Regione ha riconosciuto 83,07 milioni di euro di debiti fuori bilancio per il solo 2026.
La discussione in Consiglio regionale si è trasformata in una maratona con scambi di accuse, sospensioni e verifiche del numero legale. La Regione ha annunciato un esposto contro l’ex presidente Nicola Zingaretti e l’ex assessore Alessio D’Amato, accusati di omissioni amministrative che avrebbero portato alle condanne.
Secondo RomaToday, l’approvazione definitiva della legge sui debiti fuori bilancio è stata rinviata alla prossima seduta, martedì 3 novembre. Il presidente Rocca ha replicato all’opposizione con l’accusa di avere «una crisi di nervi».

Il Presidente Rocca è andato anche oltre: “L’opposizione è in preda a una crisi di nervi ed evidentemente ha già aperto la campagna elettorale per la primavera del 2028. Sono certo che se non si fosse trattato di Angelucci, non ci saremmo trovati qui. E invece siccome c’è del rancore personale con il consigliere D’Amato, si trascina nel fango tutta l’Aula consiliare». E poi continua: «Siete responsabili dello scempio della sanità laziale e di sei anni di inazione. Non avete fatto una sola assunzione e ci avete lasciato 4.600 precari e noi ne abbiamo stabilizzati 3.500″
Sul passaggio in Aula interviene Marco Bertucci (FdI), presidente della Commissione Bilancio, che parla di conferma «della linea adottata in Commissione». Con l’approvazione dell’emendamento alla proposta di legge regionale n. 304 del 2 ottobre 2026, ha spiegato, la Regione riconosce per la sentenza San Raffaele oltre 78 milioni tra sorte capitale e rivalutazione, mentre la quantificazione degli interessi spetterà al Consiglio di Stato.
L’elemento politicamente rilevante è che l’emendamento è stato «proposto dall’opposizione e sottoscritto dalla maggioranza». Bertucci sostiene che fosse «l’unica via per evitare che gli interessi continuassero a correre, nell’attesa degli esiti dei ricorsi presentati».
La cifra di 83 milioni, ha ricordato citando l’assessore Righini, era stata inserita «in via del tutto cautelativa», con gli interessi «prudenzialmente soltanto accantonati». Ha definito «surreale» il dibattito in Aula, che avrebbe dovuto essere «prettamente tecnico».
Ha poi rivendicato la coerenza della maggioranza, con un riferimento alle responsabilità di «una storia che arriva da lontano» e agli interventi del presidente Rocca.
La Regione ha comunque annunciato ricorso: presenterà ricorso contro il risarcimento.

La struttura di Velletri non è tra quelle oggetto del risarcimento, ma resta al centro del dibattito. Il decreto del 2010 ebbe un impatto sull’accreditamento dei posti letto: la struttura di Velletri venne chiusa e i posti letto redistribuiti a Monte Compatri.
La clinica è ancora chiusa ed è stata oggetto di inchieste, esposti al Tar e della vicenda dell’abuso edilizio approdata in Cassazione.
Secondo Domani, il caso è diventato politico perché il maxi-risarcimento “coincide con la nuova procedura di accreditamento della clinica di Velletri“. Il giornale ha parlato di una «doppia partita» della Regione, tra risarcimenti e riapertura.
La vicenda è arrivata anche in Parlamento con un’interrogazione al ministro Schillaci. In Commissione Bilancio, Azione ha chiesto se durante le trattative siano state avanzate proposte sull’apertura della struttura di Velletri.
La risposta del direttore regionale Urbani, riportata da Agenzia Nova, è stata che non gli risultano rapporti e che esclude collegamenti tra l’eventuale riapertura della struttura di Velletri e la vicenda risarcitoria.




