20 Settembre 2026

Sfruttamento nei campi romani: 13 aziende sospese, 24 lavoratori in nero

  • L’ispettorato del lavoro di Roma ha esaminato una serie di aree nelle campagne romane dove ci sono allevamenti, vigneti e zone agricole
  • Gravi violazioni della sicurezza e decine di braccianti in nero e senza permesso di soggiorno

di Mario Dal Monte


Roma 3 ottobre 2025 – L’agricoltura laziale torna sotto i riflettori per un’ondata di irregolarità emersa durante un’operazione straordinaria condotta dall’Ispettorato del Lavoro di Roma.

Nel mese di settembre, oltre 70 aziende agricole distribuite in 19 comuni della provincia sono state sottoposte a controlli mirati, rivelando un quadro preoccupante di sfruttamento, lavoro sommerso e mancato rispetto delle norme sulla sicurezza.

Tra i territori coinvolti figurano Artena, Cerveteri, Fiumicino, Frascati, Guidonia, Nettuno, Pomezia, Tivoli, Velletri e Zagarolo. Gli ispettori hanno verificato più di 160 posizioni lavorative, riscontrando 24 casi di lavoro “in nero”, di cui 13 riguardanti cittadini extracomunitari privi di regolare permesso di soggiorno.

Le ispezioni hanno portato all’adozione di 13 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale: 8 per impiego di manodopera irregolare e 5 per gravi carenze in materia di sicurezza. Sono state inoltre notificate 56 prescrizioni, relative principalmente alla mancata manutenzione di impianti e attrezzature, all’assenza di formazione obbligatoria e alla mancanza di sorveglianza sanitaria.

Particolarmente grave il caso emerso in un’azienda agricola della zona di Frascati, dove 12 braccianti — quasi tutti extracomunitari — sono stati trovati a lavorare in nero durante la vendemmia. Cinque di loro erano privi di documenti regolari: tre di nazionalità indiana e due pakistani. L’episodio ha sollevato sospetti di caporalato gestito da intermediari stranieri.

In un altro intervento, gli ispettori sono stati chiamati a seguito di un infortunio sul lavoro che ha causato l’amputazione di parte del dito indice di un bracciante. Anche in questo caso sono emerse gravi violazioni delle norme di sicurezza.

Il direttore dell’Ispettorato del Lavoro di Roma, Giovanni De Paulis, ha commentato l’operazione sottolineandone il valore sociale: “Non si tratta solo di sanzioni, ma di un presidio attivo del territorio. I provvedimenti obbligano le aziende a correggere i propri sistemi produttivi e a rimuovere tempestivamente i rischi per la sicurezza”.

De Paulis ha inoltre invitato a non generalizzare: “Esistono aziende agricole che operano nella legalità. È possibile fare agricoltura in modo etico, ma serve un impegno costante nella prevenzione degli infortuni e nella formazione dei lavoratori”.

Secondo dati nazionali, nel primo trimestre del 2025 il 93% delle imprese agricole ispezionate nel Lazio ha presentato irregolarità. Un dato che conferma la vulnerabilità del comparto, spesso fondato su modelli di sfruttamento e lavoro precario.

L’operazione dell’Ispettorato rappresenta un passo importante verso la tutela dei diritti dei lavoratori e la promozione di una cultura della legalità. Ma il cammino è ancora lungo, e il settore agricolo resta uno dei più esposti a fenomeni di abuso e insicurezza.

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