24 Agosto 2026

Termovalorizzatore, i Comuni bussano alla Regione: ‘un tavolo vero’

  • La partita sul termovalorizzatore di Santa Palomba entra in una fase nuova: dopo mesi di manifestazioni, ricorsi, lettere rimaste senza risposta e un crescente malumore nei territori, i sindaci di Pomezia, Ardea, Marino e Ariccia hanno incontrato in Regione il presidente Francesco Rocca
  • “serve un tavolo istituzionale con il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, perché una decisione di tale portata non può essere imposta dall’alto”

di Mario Dal Monte


Roma 3 aprile 2026 – All’incontro erano presenti il presidente Rocca, l’assessore regionale al ciclo dei rifiuti Fabrizio Ghera e la presidente della Commissione Rifiuti Laura Corrotti.

A rappresentare i territori, i sindaci Veronica Felici (Pomezia), Maurizio Cremonini (Ardea), Stefano Cecchi (Marino) e Gianluca Staccoli (Ariccia). Un fronte compatto, che per la prima volta si presenta in Regione non per contestare, ma per chiedere un metodo.

Il progetto del termovalorizzatore – definito “inceneritore” dai sindaci contrari – è stato finora gestito come un dossier esclusivamente romano. Ma Santa Palomba non è Roma: è un’area di confine, urbanisticamente fragile, con criticità infrastrutturali note e un tessuto residenziale che negli ultimi anni è cresciuto senza adeguati servizi.

La preoccupazione dei Comuni è chiara: il peso ambientale, sanitario e viabilistico ricadrebbe quasi interamente sui territori limitrofi, mentre Roma ne trarrebbe il beneficio principale in termini di gestione dei rifiuti.

Un equilibrio che, secondo gli amministratori locali, non può essere accettato senza garanzie, compensazioni e soprattutto senza un confronto trasparente.

Oltre al comunicato ufficiale, da fonti istituzionali presenti all’incontro emergono alcuni elementi inediti:

1. La Regione non vuole essere “solo un notaio”

Rocca avrebbe manifestato la volontà di non limitarsi a ratificare le scelte di Roma, pur nel rispetto delle competenze del Campidoglio. Un segnale politico importante, che apre a un possibile ruolo di mediazione.

2. I sindaci chiedono una valutazione d’impatto indipendente

Non solo documenti tecnici prodotti da Roma Capitale: i Comuni vogliono uno studio terzo, che analizzi:

  • qualità dell’aria, traffico aggiuntivo previsto, ricadute sulla salute, compatibilità urbanistica dell’area.

3. Sul tavolo anche il tema delle compensazioni

Non si parla solo di “no”, ma anche di come un’opera così impattante potrebbe essere accompagnata da:

  • potenziamento della rete viaria, investimenti su trasporti e servizi, monitoraggi ambientali permanenti, garanzie occupazionali e industriali.

4. Santa Palomba come “zona grigia” amministrativa

È emerso un punto che finora nessuno aveva messo davvero al centro: Santa Palomba è un territorio di confine, ma senza una governance condivisa. Un limbo amministrativo che rende ancora più urgente un tavolo interistituzionale.

I sindaci hanno ribadito che non accetteranno un confronto “di facciata”. Chiedono:

  • un tavolo stabile, con tempi certi, con la presenza del Sindaco di Roma, con documenti condivisi e non calati dall’alto.

Perchécome sottolineano i territori non possono essere trattati come periferie sacrificabili“.

Il fronte dei Comuni è determinato a proseguire la battaglia, non solo sul piano politico ma anche su quello tecnico e legale. La linea è chiara: tutelare la salute dei cittadini e pretendere scelte sostenibili, responsabili e partecipate.

Il termovalorizzatore di Santa Palomba, insomma, non è più solo un progetto industriale: è diventato un banco di prova per il rapporto tra Roma e i territori che la circondano. E la partita, oggi più che mai, è apertissima.

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