Martedì 6 febbraio si è conclusa la manifestazione “Non dimentichiamo” organizzata dal Comune di Velletri per l’80esimo anniversario dei bombardamenti di Velletri
di Martina Angeloni
Velletri (Rm) – Nella mattinata di martedì la sala Tersicore del palazzo comunale si è riempita delle classi terze della scuola media De Rossi per ascoltare le parole di Emanuele Di Porto, sopravvissuto ai rastrellamenti del 16 ottobre 1943 ad opera dei nazisti nel ghetto di Roma. La sua testimonianza è inserita all’interno del libro “Un tram per la vita” di Tea Ranno.

“Ho raccontato la mia storia per 75 anni, ho sempre pensato che ciò che mi era successo fosse stata una ragazzata. Non ci avevo mai dato abbastanza importanza”. Queste le parole di Emanuele Di Porto, che quel 16 ottobre del ‘43, all’età di 12 anni, ha visto sua mamma portata via dai tedeschi. Lui la raggiunge per starle accanto, ma lei riesce a spingerlo via e gli dice di scappare per mettersi in salvo.
Emanuele sale su un tram per allontanarsi il più possibile e per tre giorni si nasconde, finché non riesce a riunirsi con il padre. “Quando racconto cosa ho vissuto, ne parlo come se fosse accaduto dieci minuti fa e mi emoziono” così Emanuele Di Porto ha concluso la sua testimonianza, un racconto fatto con estrema tranquillità, come si racconta un qualsiasi episodio di vita quotidiana, ma che colpisce la coscienza di ognuno e ci trasporta nei singoli “fotogrammi” di quella storia vissuta.




