9 Marzo 2026

Velletri libris, Fabio Genovesi e un salto nell’Oceano ai tempi di Colombo con “Oro puro”

Fabio Genovesi con “Oro puro” (Mondadori) indaga i sentimenti e la natura umana e non solo, con la semplicità di chi suggerisce di guardare il buono e non focalizzarsi solo sulla paura dell’ignoto


Velletri (Rm) – Una platea numerosa e attenta ha avuto il piacere di ascoltare la voce di uno scrittore vero, schietto e mai banale, autore di un romanzo meraviglioso che sta riscuotendo un enorme successo. Fabio Genovesi con “Oro puro” (Mondadori) indaga i sentimenti e la natura umana e non solo, con la semplicità di chi suggerisce di guardare il buono e non focalizzarsi solo sulla paura dell’ignoto. Il Chiostro della Casa delle Culture e della Musica di Velletri ha accolto il noto scrittore per la sesta data di “Velletri Libris”. 

La serata si è aperta, come di consueto, con le degustazioni enogastronomiche gratuite. Massimo Morassut, in rappresentanza del CREA, ha presentato la cantina ospite della serata, Tenuta San Leo di Ariccia. Spazio, poi, all’area dedicata alla poesia, con il “Piccolo prologo in versi” curato da Claudio Leoni e Giulio Mazzali che ha visto protagonista la poesia di Leoni, Kavafis, Damiani e Mazzali.

La presentazione è stata una full immersion, è il caso di dirlo visto il richiamo ad un’attività marina, in un romanzo che ha un protagonista, Nuno, di sedici anni. La sua tendenza è quella di rimanere aggrappato alla terra, come tutti i granchi. Il destino però gli cambia i piani perché il granchio sarà chiamato a viaggiare con Cristoforo Colombo e viver  la scoperta dell’America, nel 1492: “tutto il libro”, ha spiegato Genovesi, “è basato sul caso.

La storia del viaggio di Colombo è stupenda proprio perché si basa sul caso. Noi sappiamo che ha faticato per anni, a partire, poiché le corti europee non gli davano fiducia convinte che la terra fosse piatta. Che la terra fosse sferica, in realtà, si sapeva già dai tempi degli antichi greci. Colombo semplicemente non sapeva che il mare fosse sei volte grande rispetto a ciò che immaginava, e di fronte a quest’oceano è andato a sbattere sull’inatteso. Il libro è insomma un inno all’affidarsi al caso”, ha precisato l’autore.

Nel romanzo “Oro puro” emergono tanti sentimenti, su tutti l’amore: “l’amore è esplorare terre sconosciute, ci sono condizioni di schiavitù, fame, sete, tempeste e ti innamori? Sì, accade. A me piace studiare l’amore come fanno gli scienziati con la natura. L’amore è un animale incredibile e mi affascina perché sono appassionato di silenzio”. Proprio sul tacere, sul fare silenzio, Fabio Genovesi ha voluto spendere diverse riflessioni: “il silenzio è l’unica cosa che non abbiamo più. Il WWF dovrebbe difendere il silenzio, oltre ai panda”. E il silenzio si lega all’amore, come emerso nel ragionamento che ben conduce nei meandri del libro: “questo romanzo è un’ode al silenzio di 400 pagine. Oggi si fa di tutto pur di non restare zitti e secondo me invece l’amore è proprio quello: quando si conosce qualcuno lo si bombarda di parole per trovare argomenti comuni. Se poi diventa amore, è silenzio”.

Nuno è combattuto perché non vuole partire, non essendo abituato. Dovrà quindi lottare tra la parte razionale e quella emotiva, come tutti gli esseri umani: “la testa è una parte del corpo che vuole il predominio. La testa ci dice di fare, di farci rispettare, di fare ciò che non ci piace perché così ci rispettano. Poi ti viene un fegato così, la testa dà tanti motivi per essere infelici. Invece il corpo punta solo a stare bene. La vita è questo: il tempo che risparmi e la felicità che dai agli altri”, ha detto Genovesi.

Un ultimo interessante spunto l’autore – del cui libro è stato letto un brano significativo, in apertura, da Silvia Ciriaci – lo ha regalato riguardo al rapporto tra scrittore e opera: “nel libro il linguaggio cresce insieme al protagonista, è così perché non sopporto l’ego dell’autore che si mette davanti al libro per far vedere quanto è colto e quanto è bravo. Bisogna lasciare spazio al libro e alla sua storia“.

Tante le domande del pubblico e le foto-ricordo per concludere la sesta data di “Velletri Libris”.

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