Velletri perde il “suo” Papa

Alle 9.34 di Sabato 31 Dicembre, il Santo Padre Benedetto XVI è tornato alla Casa del Padre

di Redazione

Velletri – Dalla sera del 13 Marzo 2013, abbiamo iniziato a vivere un’epoca storica, quella della coesistenza in Vaticano di due Papi. Quello regnante Francesco e il primo Papa emerito che la storia ricordi Benedetto XVI. Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) eletto Papa il 19 Aprile 2005 ha rinunciato all’esercizio attivo del ministero petrino l’11 Febbraio 2013.

Un gesto che ha segnato la storia moderna della Chiesa, per noi di Velletri, Papa Benedetto XVI è una figura familiare. Successe al Cardinale Sebastiano Baggio (scomparso il 21 Marzo del 1993) al glorioso titolo della nostra Diocesi Suburbicaria, prendendone canonico possesso il 16 Maggio del 1993. Ad accoglierlo in Piazza Cairoli il Sindaco Patrizio Saraceni con il compianto Vescovo Andrea Maria Erba.

Dopo la lettura della bolla di concessione del titolo, da parte di San Giovanni Paolo II, durante la Messa della sera in Cattedrale è iniziato un lungo cammino durato lunghi dodici anni. Anni in cui il Cardinale Vescovo Ratzinger non ha mai fatto mancare la sua qualificante presenza, facendo spazio nella sua agenda di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede agli impegni che lo portavano nella “sua” chiesa.

Negli anni strinse con Mons. Erba, una lunga e sincera amicizia. Sono stati anni bellissimi durante i quali Joseph Ratzinger ha partecipato presiedendo il solenne Pontificale alle feste della Madonna delle Grazie e di San Clemente, scherzava dicendo che quando era a Velletri doveva “obbedire al Vescovo” ma nei limiti dei suoi impegni ha esercitato un vero ministero tra noi.

Ha scelto San Clemente per celebrare alcune delle ricorrenze più importanti della sua vita come il suo 70 compleanno il 16 Aprile 1997, quando ha presieduto la solenne Santa Messa all’altare maggiore della Cattedrale insieme ad alcuni collaboratori della Congregazione (tra questi il futuro cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone e il fratello Don George). Nel 2001 per solennizzare il 50° di sacerdozio tramite il suo segretario di allora Mons Joseph Clemens ha curato il restauro del pavimento davanti il portale della sagrestia facendo realizzare a sue spese la bella tarsia marmorea con il suo stemma dai fratelli Mongardini.

Nel 2003 con la somma ricevuta come corrispettivo di un importante premio, ha donato alla Cattedrale il nuovo armonium, un calice per le concelebrazioni e un cero pasquale.

La visita al San Raffaele di Velletri

L’anno prima nel 2002, in seguito alla rinuncia del Cardinale Vescovo di Palestrina Bernardin Gantin venne eletto Decano del Sacro Collegio. Al decano spetta “ad personam” l’antico titolo di Ostia (oggi rimasto solo sulla Basilica di S. Aurea).  Per Velletri questa sua elezione ha significato tornare ai fasti di un tempo quando la Diocesi di Ostia era unita a quella di Velletri e precisamente dal 1150 al 1914. Questo ha reso San Clemente sede propria del primo tra i cardinali e ha portato San Clemente ad essere la seconda Basilica dopo quella Lateranense.

Come Decano del Sacro Collegio Vescovo di Ostia – Velletri – Segni ha avuto un ruolo predominante nelle celebrazioni seguite alla morte di San Giovanni Paolo II il 2 Aprile 2005. Infatti ha presieduto i solenni funerali in Piazza San Pietro e la Messa “pro eligendo romano pontifice” che ha fatto da preludio alla chiusura del conclave.

Da quel conclave nel quale era potuto entrare perché aveva compiuto 78 anni, proprio nel periodo della sede vacante è uscito Papa con il nome di Benedetto XVI. Per la “sua” Diocesi, dopo 450 anni dall’elezione di Papa Paolo IV (Giovan Pietro Carafa Cardinale Vescovo di Ostia e Velletri dal 1553 al 1555) è stato il 14° cardinale vescovo eletto Papa.

Vanno ricordati tra i suoi predecessori eletti al Soglio di Pietro i Cardinali Giuliano Della Rovere (Giulio II) Alessandro Farnese (Paolo III) e Ubaldo Allucignoli (Lucio III) che venne eletto ed incoronato a San Clemente. Il Papa rimase a Velletri per due anni non nominando il suo successore.

Papa Benedetto XVI ha chiesto espressamente che in rappresentanza di tutti i Vescovi del mondo, fosse il Vescovo di Velletri – Segni Andrea Maria Erba a compiere il dovuto atto di obbedienza, durante la Messa di inizio ministero da lui presieduta in Piazza San Pietro il 24 Aprile 2005.

Fino a quel giorno ancora aveva mantenuto il titolo veliterno – signino che ha ceduto al Cardinale Francis Arinze il 25 Aprile promuovendolo dal titolo di San Giovanni della Pigna.

Nel 2006 ha nominato Vescovo di Velletri – Segni Mons. Vincenzo Apicella che veniva a succedere a Mons. Andrea Maria Erba che aveva rinunciato per raggiunti limiti d’età. Il 23 Settembre del 2007, rispondendo ai pressanti inviti di Mons. Erba e Mons. Apicella è tornato a Velletri da Papa.

All’uscita della Cattedrale San Clemente

Ad accoglierlo il commissario prefettizio Dr. Stefano Trotta con i vescovi emeriti Andrea Maria Erba e Dante Bernini. La sua visita è stata l’occasione anche per l’inaugurazione dei lavori di restauro della cattedrale diretti dall’Architetto Marina Cogotti e di quelli del restauro della piazza antistante diretti dall’Architetto Alvaro Ronzani.

la colonna bronzea, dono di Papa Benedetto XVI

In piazza San Clemente è stata posta la colonna bronzea dono di cento città tedesche per il suo 80 compleanno che il pontefice ha voluto fosse posta a Velletri.

Mons. Vincenzo Apicella, allora Vescovo di Velletri e Papa benedetto XVI

Rispondendo al saluto del Vescovo Apicella, ha pronunciato quella frase rimasta nel ricordo di tutti “Tra di voi mi sento in famiglia”. I funerali del Pontefice emerito celebrati in Piazza San Pietro ieri giovedì 5 gennaio hanno segnato una pagina più storica della rinuncia al Pontificato. Non era mai accaduto che un Papa regnante presiedesse i funerali del suo predecessore.

L’ultimo saluto di Papa Francesco alla salma di Papa Benedetto XVI in Piazza S. Pietro, dopo il rito funebre

Benedetto XVI è stato sepolto nelle grotte vaticane nel posto occupato prima da San Giovanni XXIII e poi da San Giovanni Paolo II traslati in Basilica dopo le rispettive canonizzazioni.

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