14 Aprile 2026

Velletri, posata la prima pietra alla “Casermaccia”: rinasce l’ex Convento

  • Sarà il nuovo polo della Legalità, con sede della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate

di Milo De Filippis


Velletri 7 marzoo 2026 – È stata posata ufficialmente questa mattina, sabato 7 marzo 2026, la prima pietra del cantiere che segna la rinascita dell’ex Convento di San Francesco, storicamente noto come “La Casermaccia”.

L’imponente complesso di via delle Fosse, dopo decenni di abbandono e degrado, si appresta a diventare una moderna cittadella della pubblica amministrazione, destinata a ospitare la Compagnia della Guardia di Finanza e gli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

L’intervento riguarda il restauro e il risanamento conservativo dell’intero complesso, con l’obiettivo di renderlo nuovamente agibile e funzionale

La cerimonia ha visto la partecipazione di figure chiave del governo e delle amministrazioni statali, a sottolineare il valore nazionale del progetto di rigenerazione urbana e razionalizzazione degli spazi pubblici.

  • Rappresentanti del Governo e delle Istituzioni: Presenti Maria Antonietta Brizzo, Direttrice Regionale Lazio Agenzia del Demanio; Generale di Divisione Mariano La Malfa, Comandante Regionale Lazio Guardia di Finanza; Andrea Grassetti, Direttore Regionale del Lazio Agenzia delle Entrate; Davide Rondoni, Presidente Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario di San Francesco; Marco Villani, Vice Segretario Generale Presidenza del Consiglio dei Ministri. che hanno ribadito l’importanza dell’operazione
  • Amministrazione Comunale: A fare gli onori di casa il Sindaco di Velletri, Ascanio Cascella, accompagnato da diversi esponenti della giunta e del consiglio comunale.
  • Contrariamente alle previsioni della vigilia, non era presente il Vescovo Stefano Russo; la benedizione è stata affidata a Mons. Franco Fagiolo, Vicario Generale della Diocesi.

Il progetto, frutto di un accordo tra il Comune e l’Agenzia del Demanio, prevede il recupero conservativo della struttura del XIV secolo. L’intervento non si limiterà a consolidare le mura storiche, ma trasformerà l’ex convento in un edificio ad alta efficienza energetica e sismica.

L’obiettivo è duplice: restituire alla città un pezzo fondamentale della sua identità storica e creare un presidio di sicurezza e legalità nel cuore del centro urbano. L’accorpamento degli uffici permetterà un risparmio significativo per le casse dello Stato, centralizzando i servizi per i cittadini.

Il Sindaco ha ben commentato tale progetto, promettendo: “L’Amministrazione comunale parteciperà attivamente al progetto e realizzerà un’area di parcheggio attrezzata per migliorare l’accessibilità, ridurre il traffico e sostenere le attività commerciali locali.

Contestualmente ci impegneremo per il completamento del restauro dell’ex chiesa di San Francesco, la tutela dell’area archeologica delle SS. Stimmate, la cura dell’area circostante la chiesa di Sant’Antonio e Piazza Mazzini.

Insieme questi interventi implementeranno il decoro, la sicurezza e svilupperanno nuove opportunità economiche al quartiere: strade più vive, piazze animate e botteghe più sostenute dal passaggio di cittadini e visitatori.”

“Oggi Velletri sana una ferita aperta da oltre settant’anni”, ha dichiarato inoltre Cascella. “La Casermaccia smette di essere un simbolo di incuria per diventare l’emblema di una città che sa progettare il proprio futuro partendo dalle proprie radici”.

Il cantiere entrerà ora nel vivo: i tempi previsti per la conclusione dei lavori e il trasferimento definitivo degli uffici sono stimati in circa due anni.

Note (molto brevi) storiche sull’edificio

L’edificio nacque come insediamento monastico francescano e, secondo la tradizione, avrebbe ricevuto la visita di San Francesco nel 1222. Per secoli fu un importante centro religioso e luogo di studi teologici; tra le figure legate alla sua storia si ricordano anche Benedetto Caetani (poi papa Bonifacio VIII) e personalità legate alla cultura locale.

Dopo il periodo conventuale, l’immobile fu riadattato e passato sotto la giurisdizione del Ministero della Guerra, divenendo una caserma nota come “Casermaccia” e ospitando reparti come i bersaglieri.

Durante la Seconda guerra mondiale fu utilizzato anche come ospedale civile e subì danni bellici. 

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